Cloe a testa alta

"E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava" - Luigi Pirandello.
      Si conobbero che avevano entrambi meno di vent'anni e Cloe si innamorò di lui perché a lei piaceva sognare e lui le stava raccontando che voleva costruire una casetta piccola sul monte che stava nel centro dell'isola sperduta nel mare da cui proveniva.
Cloe non pensò che si potesse costruire realmente, ma si innamorò del fatto che potessero insieme sognare di costruire qualcosa.
Se non una casa ma altro da costruire insieme.
Andarono a vivere insieme lontani da tutti.
Camminavano per le strade mano nella mano.
Era felice Cloe.
Era felice nonostante le nubi che si sforzava di non vedere.
Cloè era molto bella, ma il suo lui non sembrava apprezzarla e la umiliava in tanti modi e a volte la picchiava anche e senza neanche ragione.
Dopo le chiedeva perdono piangendo.
Lei opponeva dura resistenza e poi cedeva.
Poi si ribellò ed era sul punto di lasciarsi andare.
Passò giorni e giorni chiusi in casa senza guardare fuori.
Senza sapersi accorgere se c'era il sole oppure pioveva fino a quando un giorno prese la bicicletta e tra pedalare e caricando la bici su autobus e treni arrivò lontano.
Passò fuori tanto tempo.
Giorni.
Mesi.
Poi tornò a casa e ancora lui ad accoglierla in lacrime.
Cloe perdonò quell'uomo  che non l'aveva saputa amare.
Erano uguali.
Lei non aveva saputo lasciarlo.

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