Cocaine, storia di spaccio e famiglia

(ANSA) – ROMA, 2 MAR – Quello che colpisce di più del noir urbano Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, diretto da Yann Demange e con uno straordinario Matthew McConaughey, oltre ovviamente alla storia di spaccio ambientata in anni Ottanta perfettamente ricostruiti, è il singolare rapporto tra padre e figlio.
O meglio, la bravura di McConaughey nell’interpretare un padre balordo e sempre ai confini con la galera, che vive ai margini nella periferia di Detroit e che ha però un grande senso della famiglia.
E questo nonostante il suo nucleo familiare sia da anni del tutto alla deriva dopo che la moglie li ha abbandonati e la figlia, da allora, abbia scelto la strada della droga.
L’incipit del film, in sala dal 7 marzo distribuito da Warner Bros, porta subito dentro il cuore della storia con McConaughey insieme al figlio Rick Wershe Jr (l’esordiente Riche Merritt) in un’enorme fiera d’armi.
Il ragazzino ci sa fare e a 14 anni diventa un informatore sotto copertura per la DEA che vuole un infiltrato nell’ambiente della droga.