Coerenza...

Prendere una qualunque posizione su affari di politica estera è esercizio assolutamente rischioso tanto che, con buona pace della coerenza, gli stolti dimostrano le idee molto chiare in qualche occasione e molto meno in tante altre.
La posizione della Russia, come dimostra il comunicato AGI, nei confronti della crisi in Tibet è quella di considerare la vicenda come un affare interno, anche auspicando una pacifica, rapida soluzione.
Pur con coinvolgimenti diversi rispetto alla dichiarazione d'indipendenza del Kosovo dalla Serbia, ha continuato a perseguire la via della prudenza.
Con altrettanta coerenza c'è da immaginare, nel caso di dichiarazione d'indipendenza del Tibet, che gli Stati Uniti, il Regno Unito, l'Italia e qualche altro governo interventista, sia pronto ad appoggiarla, a riconoscere il Tibet come stato sovrano e a mobilitare, se necessario, la NATO per reprimere ogni tentativo reazionario da parte della Cina.
Già immagino la determinazione con cui gli alleati affronteranno la crisi: missili pronti a colpire le magalopoli cinesi, corazzate schierate nell'Oceano Indiano in assetto di guerra, centinaia di migliaia di marines in attesa dello sbarco mentre truppe di terra resteranno in attesa del segnale per assaltare la muraglia per la difesa della libertà del popolo tibetano.
E poi, no fly zone in tutta la fascia himalayana, massiccio invio di truppe di pace a mantenere l'equilibrio immediatamente dopo il cessate il fuoco, non appena la Cina firmerà la resa senza condizioni, senza trascurare, naturalmente, le inevitabili ispezioni ONU per la verifica della presenza di siti per la produzione di armi di distruzione di massa ed atomiche...
Forti con i deboli, deboli con i forti!

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