Col bacio ..

      Col bacio mi sembrò di berti l’anima, non di perder la mia; ché quando mi staccai dalla tua bocca vacillavo come ebbro cieco, quasi a me stesso ignoto, senza più cuore né cervello, vuoto.
(Corrado Govoni, da "La ronda di notte" - 1966) ..
Ho sempre lasciato "di fianco" e per tanto tempo nel mio blog questo video.
Poi l'ho tolto: francamente non so perchè l'ho fatto, forse stuzzicava troppo la memoria del mio cuore..
Non so, non so: l'ho fatto e ..
punto.   Eppure trovo in questi versi una definizione del bacio al di fuori delle solite forme che conosciamo, fra cui si annovera quella di Cyrano de Bergerac, celebre commedia teatrale di fine '800 di Edmond Rostand.
Ne ho lette, anche voi sicuramente, cari amici, tante in questo bel tema e probabilmente sarete attratti da altre definizioni; tuttavia questa di Govoni, pur nel suo incedere delicato, alla fine si espande come una deflagrazione di un atto spontaneo, naturale che persone innamorate compiono quando si sentono particolarmente attratte, senza certe esagerazioni che costellano di continui baci, bacetti, bacini, baciotti la vita di coppia e che si profondono a destra e a manca come fosse un semplice saluto.
Beh ..
non sono molto daccordo anche se l'ho fatto anche io in alcune circostanze, sull'onda di un saluto più affettuoso, sincero.
Mea culpa..  Il bacio è come lo descrive Govoni con quel pizzico di carnalità, quel vago senso di mancanza di equilibrio quando termina, letteralmente "annegato" in una sensibilità amorosa che non deve mancare mai, al fine di renderlo sublime..

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