Colpo al Megalò, presi 2 fiancheggiatori

Cronaca 30 ottobre 2012 Colpo al Megalò, presi 2 fiancheggiatori In carcere personaggi del Pescarese che aiutarono il commando a fare la rapina, fallita per l’abilità delle guardie dell’Ivri di Katia Giammaria CHIETI.
Hanno offerto un aiuto importante al commando dei quattro banditi, autori della tentata rapina al portavalori dell’Ivri sul quale, il 30 aprile scorso, le guardie stavano caricando gli incassi di fine settimana del centro commerciale Megalò.
Colpo fallito solo grazie all’abilità e al coraggio delle guardie giurate.
Una, nonostante i banditi fossero armati di fucile a pompa e due pistole, rapidamente è riuscito a caricare sul furgone blindato i due sacchi contenenti i soldi e lasciato i malviventi a bocca asciutta.
In carcere sono finiti Gianni Chichi, 44 anni, originario di Atri, residente a Cepagatti e Lucio Di Michele, 49 anni, di Alanno.
L’arresto è stato eseguito su ordinanza del Gip del tribunale di Chieti Antonella Redaelli, richiesta dalla pm Lucia Anna Cam po, dopo le indagini dei carabinieri del comando provinciale.
Chichi, secondo la ricostruzione degli investigatori, dipendente di una impresa locale, con il furgone della ditta (estranea ai fatti), di quelli muniti di celle-frigorifero, la mattina del 30 aprile, ha accompagnato i banditi sul luogo della rapina.
Lo stesso avrebbe poi recuperato e nascosto in un deposito in disuso l’Audi A6, all’origine di colore bianco, e da lui tinteggiata in funzione del colpo di colore blu, sulla quale i rapinatori sono fuggiti.
Occultamento eseguito dopo aver tinteggiato nuovamente la macchina di colore grigio.
In una fase ancora successiva lo stesso Chichi, che nel frattempo era costantemente pedinato dai carabinieri di Chieti, è andato a recuperare nell’auto un sacco che conteneva due passamontagna, una parrucca bionda, indossata dal rapinatore che guidava l’Audi, giacche a vento e guanti scuri.
I militari stanno investigando per capire se Chichi facesse parte del commando dei quattro banditi, ancora latitanti, o se il suo ruolo si sia limitato a quello di fiancheggiatore.
Di Michele invece è il proprietario dell’Audi, con la quale i rapinatori hanno commesso la rapina, l’uomo, in passato imprenditore nel settore sicurezza, ha messo a disposizione dei rapinatori l’auto, dopo averne denunciato il furto alla questura di Pescara.
La macchina è stata ritrovata dai militari priva del numero di telaio e tinteggiata per due volte.
I due rispondono, in concorso di tentata rapina aggravata, rapina della pistola sottratta alla guardia [...]

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