Come Biancaneve e la mela avvelenata

    Una mela che rotola da una mano all'altra come una pallina antistress.
E' rossa, lucida e avvelenata come quella che la strega dette all'ingenua Biancaneve in quel mondo di cartoni animati che non è la vita, quella vera.
Quella da cui non ci si risveglia con il bacio del principe di turno.
E' alla finestra della sua camera Leonardo, con quella mela tra le mani, tonda come una pallina da ping pong che sembra sbattere da un lato all'altro della sua testa.
Confusione: totale e forse, senza senso.
E' uno di quei giorni in cui ti capita di svegliarti e sentire l'insofferenza che ti sale dentro e diventa rabbia.
Non verso qualcuno o qualcosa, ma sale lo stesso.
Leonardo è nervoso, agitato come un ragazzino al primo appuntamento.
Deve vedere Ginevra oggi, ma non ne ha voglia.
Avverte qualcosa di sfuggente in lei, a volte così vicina, altre troppo assente.
Improvvisamente.
Come se bastasse un colpo di vento a portarla lontano.
"Come l'altra sera in auto - ricorda Leonardo - è bastata una canzone perchè lei smettesse di parlare, con lo sguardo puntato fuori dal finestrino.
Forse piangeva.
Non lo so".
Sposta la tazza del caffè dal tavolo, guarda i suoi quadri perfettamente appesi alla parete.
Hanno i toni caldi dell'ocra, del terra di siena bruciato mischiato ad un blu oltremare con un pizzico di scarlatto.
Ci sono occhi che lo guardano da quei quadri.
E non sono felici.
Non c'è nessuno che sorride.
Sono come ombre che emergono dal niente, senza stabilità, senza collocazione, senza un rifugio dove far scorrere le primavere.
"Mi sento come voi" - pensa Leonardo.
"Mi sento sospeso a mezz'aria, come un acrobata del circo che perde l'equilibrio, che non riesce a compiere il suo numero e se ne esce deriso e deluso dal tendone".
"Vorrei che tu fossi la strada dove camminare ogni giorno, Ginevra.
Vorrei conoscere ogni sassolino che dissemina il nostro cammino, vorrei essere la mela che mangi ogni giorno per sentire le tue labbra correre sulla mia buccia, mordermi ed entrare a far parte di te.
Vorrei esserti accanto mentre dormi, cullarti dei miei pensieri.
Farei l'impossibile per te.
Con la semplicità di chi ama".
Ma tu non sei qui oggi.
E forse nemmeno domani.
   

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