Come Humphrey Bogart

  La cosa assurda è che non era più inverno e lui non indossava alcun soprabito, eppure fù costretto a tirare sù il bavero della giacca, poiché sentiva un assurdo vento freddo entrargli dal collo all'anima.
In quel momento, pensando a se stesso, si sentì tanto come Rick di Casablanca, mentre spariva nella nebbia, anche se lui non avrebbe avuto nessuno accanto, con cui iniziare "una grande amicizia".
Non era niente di speciale, non era né un salvatore, né tantomeno un mago; eppure era suo destino arrivare, sovvertire un po' tutte le prassi e ridare un senso alle cose, che fossero le abitudini di vita, o le procedure lavorative.
Ma, era condannato, da quello stesso destino, poi, ad andarsene, a sparire dalle vite che aveva cambiato, senza lasciare traccia apparente di sé.
Anche quella volta, andava sparendo nella nebbia, dopo aver rinunciato alla donna che amava per il bene di tutti (anche quello di lei), ma non per il suo.
Ed era così abituato al dolore del distacco, da soffrirne dentro, senza che da fuori apparisse nulla, anche se il suo corpo, mostrava immancabilmente tracce di malanni, malesseri o...strani incidenti...a incarnare quanto gli facesse male, il vivere.
Mentre le schegge di legno nelle mani e i tagli sulle braccia, segni tangibili di distrazioni autopunitive, continuavano a creargli scomodi impedimenti al suo operato, la stanchezza con cui quotidianamente si alzava, gli tarpava ogni piacere, ogni piccola gioia.
Eppure, lui non se ne curava, non se n'era curato mai: sù il bavero, calato il cappello, come Humphrey Bogart andava incontro alla nebbia, al suo destino d'oblio, da solo.
E, lo sapeva bene, lui da solo sarebbe morto.
Perché, anche se contornato da nugoli di amici, figli e nipoti, lui sempre se ne sarebbe andato da solo, come dopo aver chiuso l'ennesima speranza di propria felicità, per il bene di coloro che amava.
E, sapeva anche che a lui non sarebbe spettato alcun paradiso (ammesso che esistesse, dopo la vita), poiché come era solito dire, conosceva bene i suoi peccati e sapeva di non meritare alcun perdono.
Così, le mani in tasca e lo sguardo calato verso terra, se ne andò via anche quella volta, con un dolore, nel dolore che lo lacerava dentro: nemmeno una maledetta lacrima riuscì a sgorgare dai suoi occhi, che gonfi di pianto, gli dolevano come un respiro spezzato...

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