Come ho salvato il mio matrimonio

Da bambina, spesso sentivo la gente dire: “Un marito di successo porta onore alla moglie” e “Segui l’uomo che sposerai, sia egli un gallo o un cane” (detto cinese che significa che una ragazza non ha altra scelta che vivere con l’uomo che sposa per il resto della vita, sia egli un uomo buono o un uomo cattivo, e ubbidirgli). A quel tempo pensavo che, quando fossi cresciuta, avrei sposato un uomo di successo proveniente da una buona famiglia, un uomo che guadagnasse tanto e che potesse proteggere me e i miei figli. Credevo anche che il matrimonio fosse la seconda incarnazione di una donna. Sulla prima, la nascita, non aveva potere decisionale, ma sul matrimonio sì. Perciò, trovare un buon marito divenne uno dei maggiori scopi della mia vita.

Quando arrivai in America, nel 1997, studiai inglese e lavorai sodo per ottenere una laurea magistrale in informatica, tutto ciò mentre ancora cercavo il marito ideale. Molti miei coetanei mi presentarono uomini decentemente istruiti con introiti...

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