Come nasce un vigneto parte 1°

Qualche settimana prima della vendemmia riscontrai nel vigneto la presenza due malattie abbastanza simili chiamate “Mal dell’ esca” e “Flavescenza dorata”.
Il mal dell’esca, che interessa prevalentemente i vasi legnosi, compare solitamente già dopo la fioritura; i sintomi, durante questa fase, sono spesso limitati a qualche ramo e procedono, di regola, dalla base all’apice del tralcio.
Nei mesi estivi, in concomitanza dei periodi caldi e siccitosi, l’alterazione esplode e vi è la chiara manifestazione dei sintomi.
La malattia può avere due tipi di decorso: rapido o cronico.
Nel decorso rapido, detto anche “apoplessia” essa si manifesta attraverso un repentino disseccamento della pianta.
Quello cronico invece ne determina un disseccamento lento e progressivo che raggiunge la sua massima espressione in settembre.
In ogni caso, in entrambi i decorsi, il prodotto destinato alla vinificazione risulta alterato oltre che dal punto di vista quantitativo, anche e soprattutto sul piano qualitativo (perdita di tenore zuccherino e alterazione delle proprietà organolettiche).
I sintomi tipici della malattia si rinvengono sulle foglie sulle quali compaiono delle macchie clorotiche che confluiscono, formando delle variegature internervali che virano dal rosso-violaceo al bruno e poi necrotizzano.
Queste lesioni sono accompagnate anche da disseccamenti del margine fogliare.
Tale sintomatologia è comunque non specifica e può essere causata anche da avversità di altra natura: ad esempio squilibri nutrizionali della pianta, come carenza di magnesio o di potassio, producono nelle foglie alterazioni molto simili.
Può trarre in inganno anche un disturbo fisiologico indotto da condizioni climatiche particolarmente secche, che porta, come conseguenza dell’abbondante traspirazione non compensata dall’assorbimento radicale di acqua, a un rapido disseccamento fogliare.
La certezza della diagnosi da “mal dell’esca” si ha osservando il legno: tipica di questa affezione è, infatti, una degradazione dei tessuti legnosi a partire da tagli di potatura o da lesioni di varia origine, tra cui le spaccature provocate dal gelo.
I tessuti legnosi interni degenerano in una massa spugnosa e friabile bianco-giallastra denominata “carie bianca”, sovente separata dal legno sano da una sottile bordatura bruna.
La Flavescenza dorata rappresenta oggi la malattia probabilmente più temuta nei vigneti del nord Italia, in quanto è quella che ha avuto maggior diffusione negli ultimi anni provocando danni elevatissimi (è in grado [...]

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