Come risolvere la crisi politica

La crisi della politica esiste, ma non bisogna dare retta ai media.
Non basta auspicare partiti ben organizzati, con assemblee di eletti ai vari livelli per avere democrazia.
Occorre RIFONDARE LA SOCIETA' SU REGOLE CERTE CHE PREVEDANO ANCHE REGOLE PER I PARTITI E I POLITICI E QUESTE REGOLE DEVONO ESSERE SCRITTE DA UN'ASSEMBLEA COSTITUENTE DI CITTADINI ESPERTI , MA NON DA POLITICI O DA CHI VUOLE POI ENTRARE IN POLITICA, ALTRIMENTI CONTINUERANNO A LASCIARE AI POLITICI LA SOVRANITA' SU TUTTO.
Occorre che questa Assemblea costituente decida: 1) legge lettorale, modello tedesco, per una corretta democrazia; o francese, per una governabilità che esclude il contributo dei partiti minori.
2) finanziamenti ai partiti, non presenti in Parlamento: devono essere solo privati. Mentre i finanziamenti ai partiti presenti in Parlamento: devono essere SOLO PUBBLICI, per non dipendere dalle lobby e dalle potenze economiche con danno dei cittadini normali.
3) Occorre stabilire chiaramente che il deputato o senatore, che cambia partito per andare nel campo avverso, decade automaticamente ed al suo posto subentra il primo dei non eletti.
4) Occorre un giusto ricambio nei vari organi elettivi stabilendo che il numero di legislature possono essere da 2 o più in base alle preferenze ottenute, con un massimo di 4 legislature per chiunque.
Quindi no ai senatori a vita di provenienza politica.
5) Occorre stabilire gli stipendi e i vari tipi di rimborsi sui viaggi, sull'ufficio, sulla distanza da casa.
Una apposita Autority ( Corte dei Conti) dovrà vagliare che gli stipendi siano nella media europea, con massimo del 10 % di scarto.
6) Il numero dei componenti dei vari organi elettivi devono essere in media con quelli europei: 500 deputati, 120 senatori.
I consiglieri regionali e comunali almeno il 25% meno di adesso.
Consiglieri di Circoscrizioni solo nelle città con oltre i 200.000 abitanti e pagati solo con gettone, sempre in media europea.
7) La CORTE COSTITUZIONALE deve bloccare veramente le leggi anticostituzionali, pena la decadenza dei membri e l'elezione di nuovi componenti.
Eventualmente si può introdurre un nuovo organo di controllo: Il TRIBUNALE DEL POPOLO, COMPOSTO DA 11 CITTADINI (SAGGI), NON POLITICI, ESPERTI, A LIVELLO UNIVERSITARIO, CHE DURANO IN CARICA UNO O DUE ANNI.
Questo tribunale controllerà il suo operato, in modo che non ci possano essere casi in cui la Corte Costituzionale approva leggi antidemocratiche, come la legge elettorale attuale, che non permette le preferenze del cittadino.
8) Gli stipendi degli amministratori [...]

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