Come un puzzle

Di noi abbiamo molti pezzi sparsi per il mondo.
In un modo o nell'altro abbiamo lasciato frammenti che qualcuno trattiene con cura e li spolvera di tanto in tanto affinché mantengano l'originaria lucentezza, altri li hanno ben nascosti perché non vi sia possibilità che vengano alla luce e possano in qualche modo interferire con altri pezzi che tengono tra le mani.
Qualche pezzo vorremmo non averlo perduto in modo così poco gradevole, altri li abbiamo regalati con entusiasmo pur sapendo che col tempo sarebbero finiti nella spazzatura., Altri ancora li abbiamo lasciati andare senza poter far nulla perché venissero raccolti e valorizzati.
Questi pezzi potrebbero riunirsi in un puzzle grande e pieno di colori, simili alla bellezza dei colori autunnali, a rappresentare molto di noi, cose piacevoli e cose un tantino incresciose delle quali forse temiamo la lettura in profondità da parte di chi ci sta vicino e forse non si renderebbe conto del vero valore di ciò che sta osservando.
Qualcuno si accorge di lasciare dietro di sé  frammenti e tenta di manometterli affinché possano essere raccolti con quella benevolenza che in fin dei conti tutti noi ci aspettiamo.
Ma ci sono delle differenze.
C'è chi ama la semplicità e la trasparenza e non altera nulla di ciò che si stacca e lascia andare.
Altri amano mettere astutamente mano sui frammenti dall'aspetto poco gradevole, affinché dopo battute, limature e raschiature siano resi più gradevoli ed assolutamente ed ineccepibilmente perfetti.
E qui sta il segno della pochezza e la consapevolezza che in fondo, se si vuole essere bene accetti, perché non è nella loro natura essere perfetti, devono in qualche modo aguzzare l'ingegno.
Le persone che sanno leggere, ma leggere veramente bene, non hanno difficoltà a raccogliere solo pezzetti di una certa qualità realizzando a volte un puzzle degno delle più rare, ed osservate nei secoli, pennellate di pittori famosi e incompresi quando erano in vita e riabilitati e sfruttati una volta che di opere non ne potevano più realizzare.
Altre persone pensano di saper decifrare con facilità quei frammenti, perché una delle loro caratteristiche è pensare di essere superiore, al di sopra delle parti.
Arraffano con poca grazia pezzi di puzzle che alla fine guardano distrattamente, perché di fatto non sanno a cosa servono e quindi cosa farsene.
In men che non si dica passano con malcelata leggiadria a scavare nel tentativo di scovare altri frammenti, ma non sapendo leggere, questi poveri brandelli faranno la stessa fine dei precedenti [...]

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