Comitato TV e Minori

IL COMITATO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI REGOLAMENTAZIONE CONVENZIONALE TV E MINORI stipulato tra F.R.T.
- Federazione Radio Televisioni e ACR - ADOC - AIMC - AIART - AGE - AGESC - ANFFAS - CGD - CIDI - CIF - ALTRO CONSUMO CONFCONSUMATORI - FAES - FAMIGLIE NUOVE - GULP - MOVIMENTO CONSUMATORI - SINDACATO DELLE FAMIGLIE - TELEFONO AZZURRO - UCIIM - UNICEF UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI Nel 1993 la FRT - Federazione Radio Televisioni - associazione che comprende 150 televisioni locali, le reti Mediaset e alcuni provider di canali tematici insieme a 21 associazioni di utenti, consumatori, insegnanti e genitori interessate alla tutela dei diritti dell'infanzia, hanno sottoscritto un Codice di autoregolamentazione.
In esso sono esplicitate alcune regole cui devono attenersi le televisioni sottoscrittrici al fine di assicurare il rispetto dei diritti e delle esigenze di un armonico sviluppo della personalità dei minori.
Il Codice, che al momento della sua sottoscrizione rappresentava l’unico del suo genere in Europa, richiama principi e norme dell'ordinamento nazionale ed internazionale e li assume come parte integrante.
Storia Parlare di televisione significa affrontare un argomento al tempo stesso famigliare - è parte della nostra quotidianità, investe il compito educativo di genitori, insegnanti, ecc.
- ma anche difficile perché pone numerosi problemi che coinvolgono la sfera emotiva, le relazioni.
La televisione è così tanto amata, ha così tanto successo (un miliardo di televisori nel mondo!) perché crea fortissime emozioni, perché ci fa sentire – fa sentire i bambini, le bambine, i ragazzi, le ragazze – parte del mondo: di tv, infatti, si parla, si discute oltre a vederla e, in un mondo in cui tutto cambia continuamente e velocemente, la sua ripetitività è rassicurante.
La sua capacità di comunicazione la rende un formidabile mezzo di informazione e uno strumento di formazione, di crescita comune che consente di allacciare rapporti, di entrare in relazione con gli altri; eppure la sua serialità, che induce e produce dipendenza, genera preoccupazione nei genitori e negli insegnanti che non sempre sono in grado di proteggere i loro figli/e e allievi/e dai rischi di un appiattimento dello spirito critico, di una omologazione contagiosa, di una accettazione passiva degli stereotipi.
Che fare allora? Come intervenire perché sia elevata la qualità di ciò che entra nelle case? Cosa fare per tutelare i soggetti più deboli, i bambini e le bambine, il loro diritto a una crescita, a uno sviluppo armonioso? Per [...]

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