Commento al Vangelo di Pasqua (B) - Alla luce del mancato annuncio

Domenica di Pasqua
Vangelo della veglia pasquale, Mc 6,1-8
Alla luce del mancato annuncio
Celebrare la Pasqua con la lettura del passo terminale del Vangelo di Marco (16,1-8) privo della sua conclusione canonica (16,8-20) rappresenta una sfida. Non si tratta di filologia, nel cuore della notte più santa dell'anno è in gioco la fede. Che sia una fede difficile lo prova il fatto che la tradizione ecclesiale aggiunse altri versetti volti ad attenuare lo sconcerto. La versione più antica, propostaci della liturgia, finisce infatti in modo sospeso e inatteso. Né è privo di significato sottolineare che quella proposta da Marco è, in assoluto, la prima versione narrativa di quanto avvenuto nella mattina di Pasqua.
Non c'è alcuna descrizione evangelica della risurrezione. È l'iconografia occidentale e non già il vangelo a raffigurare Gesù che esce vittorioso dal sepolcro. Nei testi c'è invece il racconto di quanto le donne avevano intenzione di fare per onorare un morto e non già per diventare...

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