Commissione Massimo Scoperto

Come è noto l'art.
2 bis della legge di conversione del decreto 185/08 ha abolito dai contratti bancari la commissione di massimo scoperto, ossia la clausola applicata alle aperture di credito in base alla quale agli interessi convenzionali va aggiunta una percentuale, calcolata al tasso convenuto,  sulla massima esposizione  avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento, statuendo la nullità della commissione "se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a 30 giorni oppure in caso di assenza di fido".
La norma, che intende adeguare l'Italia alle decisioni della Bce,  è già operativa per tutti coloro che hanno aperto un conto corrente dal 29 gennaio scorso ed entro la fine giugno il legislatore ha posto l'adeguamento contrattuale per tutti gli altri rapporti bancari.
  A ben vedere però la norma è stata aggirata dal sistema bancario italiano, che sfruttando una serie di eccezioni previste dal decreto (il corrispettivo deve essere proporzionale all'importo e alla durata del fido, riferito alle somme efettivamente utilizzate e approvato per iscritto dal correntista con patto non rinnovabile tacitamente) ha rimpiazzato il funzionamento del massimo scoperto con una serie di oneri e commissioni, formalmente nuovi ma con funzioni sostanzialmente analoghe: le commissioni di istruttoria urgente, il corrispettivo sull'accordato  o la penale di sconfinamento sono una esemplificazione di quelle forme commissionali sostitutive che hanno suscitato la forte e sdegnata reazione da parte di consumatori e imprese.
  Di qui l'intervento della Banca d'Italia che, nelle settimane scorse, ha avviato un monitoraggio fra le aziende di credito che hanno operato modificazioni unilaterali dei contratti, imponendo costi addirittura superiori alle vecchie commissioni.
Il Ministero del Tesoro, in risposta ad una interrogazione parlamentare, ha  recentemente ribadito la nullità di qualsiasi tentativo volto ad aggirare la norma attraverso la reintroduzione di commissioni analoghe, precisando che le commssioni di massimo scoperto e gli oneri previsti per i passaggi a debito dei conti devono essere incorporati nel calcolo del tasso effettivo globale (taeg).
 

Leggi tutto l'articolo