Compravendita parlamentari

Come abbatto un governo Marco Lillo  Il Fatto Quotidiano Martino getta ombre sulla caduta di Prodi e parla della compravendita dei parlamentari per Berlusconi.
Il sospetto è che il sistema della nuova p2 faccia perno sulle donazioni di imprenditori "estranei" alla politica Proprio quando si ricomincia a parlare di compravendita di parlamentari da parte di Berlusconi rispunta l’ombra della vecchia indagine per corruzione a carico del premier.
Uno degli arrestati dell’inchiesta sulla P3, Arcangelo Martino, il 18 agosto scorso ha puntato il dito contro il Cavaliere.
Il suo è un verbale che la Procura di Roma sarà costretta a valutare con grande attenzione perché combacia con le vecchie ipotesi accusatorie sulla corruzione dei senatori del centrosinistra per far cadere Prodi.
Il rappresentante degli italiani in Oceania, Giovanni Randazzo, era stato avvicinato da Berlusconi per convincerlo a lasciare la maggioranza proponendogli seggi e poltrone.
Randazzo aveva raccontato anche che un imprenditore gli aveva offerto molti soldi per abbandonare il governo al suo destino.
Ora Martino illumina sotto una luce diversa quella vicenda impolverata.
L’ex socialista arrestato come regista dell’associazione segreta che mirava a influenzare i giudici in favore di Berlusconi e a fare affari in proprio, ha deciso di collaborare con la magistratura.
Secondo il racconto fatto al pm Giancarlo Capaldo, l’ex assessore del Pdl Ernesto Sica, avrebbe spinto un imprenditore amico a offrire soldi al diniano Giuseppe Scalera e ad altri senatori in bilico per passare con Berlusconi.
Sica, secondo Martino, conservava le prove per ricattare il premier e le avrebbe usate per farsi nominare assessore in Campania nella giunta Caldoro.
“Sica mi incontrò al bar Riviera di Chiaia ed era particolarmente agitato”, ha raccontato Martino a Capaldo.
Il giovane politico voleva scavalcare nella corsa a governatore, gli altri potenziali sfidanti Caldoro e Cosentino.
“Sica mi disse che aveva il diritto ad ottenere la candidatura a presidente della Campania perché”, prosegue Martino nel suo verbale del 19 agosto 2010, “Berlusconi gli doveva molto”.
Il procuratore aggiunto Capaldo si incuriosice: cosa permetteva a un oscuro sindaco di Pontecagnano, di pretendere dal Cavaliere addirittura la presidenza?.
“Sica disse che conosceva bene Berlusconi e che aveva dormito a lungo a via del Plebiscito (residenza romana del premier, ndr) da cui era stato allontanato per gelosia da Paolo Bonaiuti e dall’avvocato Nicolò Ghedini”.
Dopo questi [...]

Leggi tutto l'articolo