Con il cuore in mano

CON IL CUORE IN MANO “Forse anche questo sarà un libro che leggeranno in pochi, ma ciò non vuol dire che si debba rinunciare a fornire all’uomo uno specchio che lo aiuti a scrutare sé stesso”.
                              INTRODUZIONE E’ strano, siamo diventati talmente cinici ed ottusi riguardo la vita che Cristina, una donna in carrozzina, ha voluto regalarci uno splendido libro per aprirci gli occhi e farci riscoprire l’ormai lontana “gioia di vivere”, sentimento che abbiamo relegato in fondo alle nostre aspirazioni sociali.
Con le sue parole ci ammonisce, ci rimprovera, ma non ci critica, vuole scuoterci dal nostro malato torpore e riportarci alla vita, vuole farci riscoprire quel gusto di vivere che affannosamente cerchiamo nel “mercato delle emozioni”.
Ci fa comprendere, durante il suo percorso, un altro significato per la parola “normale”; una parola che ogni volta dobbiamo intendere tra virgolette, una parola che è sempre stata usata in modo falsamente oggettivo ma che in realtà non ha, in confronto, un aggettivo più mutevole, indefinito e soggettivo.
Ci fa capire, portandoci per mano, che cosa possiamo fare per cercare di mettere in risalto la nostra umanità trovando un punto d’incontro con chi è “diverso”, e come possiamo trasformare l’incontro in una fonte di ricchezza.
Affronta, perciò, il gravoso problema dell’indifferenza verso i “diversi” e del ruolo che dovrebbe svolgere lo Stato nel garantire pari opportunità a chi non ha pari possibilità, intrecciando nel discorso il “filo rosso” dell’etica con quello dell’opinione.
Procedendo nella lettura, ritroviamo il vecchio ma sempre attuale dilemma del bene e del male, che tanto varia al variare di un codice morale; codice morale sempre e comunque “distorto” poiché derivante da un dogmatismo irrazionale e limitante, preoccupato più di mantenere in vita chi lo ha istituito che di offrire all’uomo una scorciatoia per la felicità.
Cristina non risparmia, nella sua critica, le tendenze giovanili all’anarchia e allo “sballo”.
Sfata, infatti, molti miti che si sono creati intorno all’autoregolazione umana e ci fa capire lucidamente le ragioni e le conseguenze del sempre più seguito stereotipo di “sesso, droga e rock’n’roll”, anche se oggigiorno possiamo rettificarlo in “congiunzione carnale, autolesionismo e musica techno”.
La critica alla degenerata società attuale, risultato di una distorsione che si protrae da secoli se non da millenni, ha una duplice [...]

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