Confindustria

Da “Corriere della sera” Confindustria: «Sgravi fiscali per scuola-lavoro».
Giannini: «Non ora» L'associazione degli industriali propone un vademecum per organizzare gli stage degli studenti ma chiede finanziamenti per le imprese che li accolgono Valentina Santarpia Per mettere in atto l’alternanza scuola-lavoro «servono finanziamenti».
«Le aziende che accolgono gli studenti devono avere a regime una quota di decontribuzione.
Lo strumento fiscale è necessario; deve dare un input e non durare per anni»: la Seconda Giornata dell’Education alla Luiss, è l'occasione giusta, per il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, per lanciare richieste chiare e precise.
Ma per ora il governo nicchia: «Lo strumento della decontribuzione non è previsto dalla `Buona scuola´», ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che non esclude la possibilità di introdurre uno sgravio fiscale «anche con altri veicoli normativi».
È chiaro- ha aggiunto Giannini- «che le imprese chiedono un aiuto sostanziale» ma il ministro, difendendo la riforma, precisa che «quanto stanziato per l’alternanza va anche a copertura dei costi, che prima erano lasciati alla buona volontà delle imprese».
I dubbi di Confindustria Confindustria, che da anni promuove progetti di collaborazione tra scuola e lavoro, in realtà non si ferma solo agli sgravi fiscali: ma chiede anche che vengano apportati altri miglioramenti alle esperienze di stage.
E cioè che la formazione sulla sicurezza sia inserita nei programmi scolastici di tutte le scuole secondarie superiori, che non si dia solo attenzione alla fase di orientamento al percorso di alternanza, ma anche alla sua realizzazione e ai suoi risultati: in quest'ottica l'associazione degli industriali suggerisce che siano individuati i modi più adatti per valutare le esperienze anche in sede di esame di Stato.
In realtà l'idea di valutare i crediti acquisiti durante gli stage per la maturità è già considerata dalla riforma della Buona scuola, ma fino ad ora le modalità non sono state definite con chiarezza.
Infine, secondo gli industriali, bisognerebbe «definire uno status dello studente in alternanza scuola-lavoro che lo distingua dal lavoratore».
Una risposta, questa, che verrebbe incontro anche alle esigenze delle associazioni degli studenti, che temono che l'alternanza si trasformi in «sfruttamento».
Ma Giannini difende la legge e spiega: «Dobbiamo trovare fino in fondo il coraggio di applicare questa legge che cambia il paradigma sul rapporto scuola-lavoro, che [...]

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