Congresso ANMCO 2015: Edoxaban terapia personalizzata per prevenire l’ictus

Congresso ANMCO 2015, prevenzione ictus, Edoxaban per una terapia “personalizzata” nel trattamento di fibrillazione atriale e tromboembolismo venoso Milano, 5 giugno 2015 – Una terapia più comoda, sicura ed efficace del warfarin, quella di edoxaban in monosomministrazione giornaliera per il trattamento dei pazienti affetti da fibrillazione atriale o embolia polmonare al fine di prevenire ictus e recidive di tromboembolia venosa.
E’ quanto emerso oggi durante il simposio “Nuove sfide dell’anticoagulazione orale”, l’evento promosso dall’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo nella cornice del Congresso dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri.
Il simposio, che prendeva le mosse dall’analisi dei benefici delle nuove terapie anticoagulanti rispetto allo standard terapeutico degli antagonisti della vitamina K come il warfarin, è stata l’occasione per esaminare nel dettaglio le caratteristiche di edoxaban, il nuovo inibitore del fattore Xa a dosaggio flessibile, che ha già ricevuto l’approvazione in Svizzera e il parere positivo del CHMP dell’EMA.
Rispetto al pur efficace standard terapeutico warfarin, i nuovi anticoagulanti orali presentano numerosi vantaggi, sia nella gestione del trattamento che nei risultati: una finestra terapeutica più ampia tra efficacia anticoagulante e rischio emorragico, più veloce inizio e cessazione degli effetti, meno interazioni con altri farmaci, e nel caso di edoxaban, anche l’assenza di interazioni con gli alimenti, rendono più semplice la terapia, determinando al contempo una minore incidenza di emorragie maggiori, di ictus, tromboembolia e mortalità. “La prevedibilità e la stabilità degli effetti dei nuovi anticoagulanti orali, nonché la scarsa interazione con cibi e farmaci, rendono possibile la somministrazione dei dosaggi fissi.
Il mal tollerato monitoraggio periodico della coagulazione diviene così superfluo.
Questa terapia, tra l’altro anche in monosomministrazione, è meglio accettata dai pazienti grazie alla maggior semplicità ed anche alla percezione di un minor rischio di complicanze emorragiche.
Si spera così di aumentare l’aderenza a lungo termine alla terapia anticoagulante che con il warfarin è del 24%”, spiega il Dott. Massimo Grimaldi, Responsabile di Unità Operativa Semplice di Aritmologia presso l’Ospedale “F.
Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari).
Gli esperti hanno raccontato nei dettagli il disegno e i risultati dei due trial clinici che hanno valutato la molecola edoxaban in monosomministrazione [...]

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