Coniugi Renzi incastrati da verbali e scambi di email

Il Corriere riferisce che i coniugi Renzi, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, avrebbero fatto sparire qualsiasi documentazione societaria delle cooperative fallite per nascondere le tracce dei mancati versamenti.
È per questo motivo che il procuratore Giuseppe Creazzo e l’aggiunto Luca Turco hanno sollecitato l’arresto di Laura Bovoli e Tiziano Renzi.
Secondo una ricostruzione delle attività dei due coniugi dal 2009 in poi, sarebbero emersi verbali ed email tra soci e dipendenti che rafforzerebbero l’accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni.
I carteggi in questione, alcuni dei quali riportati sul Corriere, farebbero luce sui sistemi adottati dai titolari per nascondere gli illeciti e proteggere le società di famiglia; riversando tutti i debiti sulle coop Delivery, Europe Service e Marmodiv e provocandone volontariamente il fallimento, il volume di affari della società capofila sarebbe aumentato esponenzialmente.
A prova del fatto che alcune coop non fossero realmente operative, il giudice ha tirato in ballo alcuni dei soci fondatori, come riportato sul Corriere: “Lavinia Tognaccini, che all’epoca dei fatti era studente presso l’Istituto di Belle Arti, fu contattata da Tiziano Renzi, amico della sua famiglia e, nutrendo fiducia nell’uomo, si era recata su sua indicazione dal notaio senza chiedere particolari spiegazioni.
Ettore Scheggi, che all’epoca dei fatti era neomaggiorenne, si è recato presso lo studio notarile su indicazione di Gioia Palai (deceduta), amica della madre”.
E ancora: “Cristina Carabot, nipote degli indagati Bovoli e Renzi, ha partecipato alla costituzione della cooperativa su richiesta di un uomo di cui non sapeva indicare le generalità, ha versato una somma per la costituzione della società ma non ricorda quanto (si tratta di 14.800 euro); di non aver mai svolto il ruolo di amministratore; di aver lavorato da casa per la predetta cooperativa ricevendo buste paga.
Irene Fusai ha partecipato alla costituzione della cooperativa, ma non ha ricordato il nome della persona che le aveva fatto la proposta e di aver svolto “qualche lavoretto” per la societa Chili della famiglia Renzi”.