Considerazioni

Questa volta parlo per me e solo per me.
Cerco di togliere da questo discorso elena ed hobbes perché siamo “noi” in questo blog ma siamo anche ciascuno con la propria individualità ed il nostro carattere, le nostre potenzialità ed i nostri limiti di esseri umani.
Dunque io.
Ripeto da mesi che se “giudico” i comportamenti delle persone è sulla base di quanto vedo, sulla base di parole ed azioni che avvengono fra le “pareti” dei blog.
Non è importante fare proseliti perché, diversamente e l’ho capito persino io, passerei un po’ più di tempo a girare per i blog più disparati a dare conforto a chi ha problemi familiari o di corna, a chi si lamenta perché gli si è rotta la macchina, a leggere con finta attenzione chi ci racconta le sue imprese amorose o a dissertare di quale sia la miglior pastella per le frittelle.
In fondo non è che ci voglia molto a farsi degli amichetti di blog.
Proprio perché mi rendo conto dei limiti di questo luogo non ho mai sollecitato confidenze sulla vita reale di chi qui attorno bazzica, non ho mai dato corda a chi queste confidenze cercava di farmele… e non erano in pochi credetemi, ho sempre mantenuto un atteggiamento neutro in questo senso, a volte attento, ma certamente neutro.
Evidentemente c’è chi non ha apprezzato questa cosa, chi si è sentito escluso, chi “tradito” per la mancata considerazione e c’è anche chi ha creato dei veri e propri psicodrammi.
Peggio ancora c’è chi, di fronte ad un atteggiamento di mancata stima più che motivato, si è attaccata allo sm… (ops) volevo dire… ha cavalcato l’onda del momento per gettare tutto il fango possibile forte del fatto che, quando si è infidi dentro, tutto ciò risulta naturale, anche manipolare le anime semplici.
E va bene tutto.
Quello che non va bene è che si continui a non ammettere che se “si vive di fuochi” prima o poi c’è il rischio di venire bruciati.
A forza di fingere, perché di pura finzione si tratta, di essere poveri e maltrattati, si finisce con l’essere realmente messi all’angolo.
Disonestà intellettuale dissi tempo fa.
E’ questa disonestà intellettuale che continuo a leggere, questo entrare a gamba tesa, non rispondere alle domande: AMMETTI DI NON AVER LETTO QUELL’ARTICOLO che non parlava solo di affidamento ma di ben altre cose.
Ammetti che, molto più dell’argomento, ti premeva attaccare l’autore del post (per partito preso).
E’ l’evidenza, basta leggere le prime parole del commento.
Proprio solo le prime due parole.
E ammetti anche che se (ipotetico [...]

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