Consiglio Comunale del 30 novembre: fuga dalla trasparenza

Il Consiglio Comunale dello scorso 30 novembre ha segnato un passo indietro inquietante rispetto alle seppur timide aperture dell'amministrazione.
Due punti in particolare hanno caratterizzato negativamente il Consiglio, come detto nella relazione pubblicata sul nostro sito web.
Innanzi tutto, tra le pieghe dell'assestamento di bilancio è emersa una firma a dir poco sconveniente.
Un assessore comunale infatti ha certificato l'assenza di debiti fuori bilancio dell'Area Polizia Locale.
E' ormai un fatto assodato, da dieci anni a questa parte, come sia per lo meno inopportuno, se non illegale, che la parte politica si faccia garante di un qualsiasi atto amministrativo, figuriamoci se di bilancio.
Il D.Lgs 267/2000 è molto chiaro a riguardo, come pure il D.Lgs 150/2009, come ben sanno gli amministratori.
Infatti nel medesimo Consiglio Comunale si è approvato un articolato di principi tra cui compare, proprio al primo punto, la necessità di separare le funzioni degli organi politici a cui "competono esclusivamente funzioni di indirizzo politico-amministrativo" da quelle dei tecnici e amministrativi, che hanno la responsabilità degli uffici.
E' paradossale, per non dire scandaloso, che la maggioranza riesca a votare questo principio e a contraddirlo nello stesso consiglio.
Altrettanto vergognoso è il modo in cui la maggioranza si è impossessata politicamente del periodico Carpiano Notizie.
Ha infatti annullato la presenza del comitato di redazione, che avrebbe dovuto analizzare gli articoli da pubblicare, al fine di renderli più equilibrati.
Ha inoltre annullato la possibilità, da parte delle opposizioni, di proporre altri articoli, concedendo solo uno spazio di mezza pagina in cui le opposizioni potranno pubblicare qualcosa, sempre che passi ovviamente la censura preventiva del sindaco.
Come detto, a nostro giudizio tale atto è vergognoso, ma non sorprendente: chiunque sa che il primo atto di una qualsiasi amministrazione in difficoltà è l'appropriazione (indebita) degli organi di informazione.
Più facile infatti accusare il governo per i problemi del nostro comune, come avvenuto nell'ultima uscita del periodico, (domani saranno imputati il maltempo, il caos e la sfortuna, statene certi...), piuttosto che ammettere di non avere più la credibilità necessaria per amministrare il paese.

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