Contadini abruzzesi rivendicano il marchio DOC per la patata del Fucino

Avezzano (AQ), 10 aprile 2015 Un vasto movimento di protesta si è formato tra gli agricoltori abruzzesi della piana del Fucino, luogo di provenienza di ottime patate nostrane.
Il movimento ha assunto la sigla “No-BPB”, dove BPB è la cosiddetta “BioPatataBrasileira”.
Le  importazioni della patata brasiliana biologica sono aumentate di uno spettacoloso 7100 % in un anno solo.
Carlo del Tubero, presidente del consorzio agrario avezzanese, fa presente che la patata abbruzzese è sottoposta a concorrenza sleale, in quanto in Brasile il clima favorisce la coltivazione di patate di prima qualità.
Chiede pertanto al governo protezione contro l’invasione della patata brasiliana.
“Ecché, la nostra patata è figlia di una patata minore?” si è domandato retoricamente.
Il sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole ha promesso di portare il caso a Bruxelles e di iniziare una campagna europea contro le patate brasiliane.
La battaglia in sede comunitaria però si preannuncia lunga e dura.
  La Gran Bretagna ha già fatto sapere di preferire la patata brasiliana a quella irlandese.
I tedeschi invece sembrano preferire il genere “mulata”, una variazione (si veda la foto) color caffè chiaro della BPB.
Angela Merkel ha sottolineato che quest’ultima patata è apprezzata in Germania soprattutto dalla popolazione maschile, stufa della patata bianca di origine locale.
Del Tubero preannuncia una dimostrazione di fronte a Montecitorio, dove gli aderenti al movimento pensano di distribuire gratis la patata fucinense.
E si dice certo di avere l’appoggio di gran parte della popolazione italiana in questa sua battaglia per la difesa della patata nazionale.

Leggi tutto l'articolo