Contadini del Sud _ Prefazione di Manlio Rossi-Doria

ROCCO SCOTELLARO CONTADINI DEL SUD PREFAZIONE DI MANLIO ROSSI-DORIA 1.
- Rocco Scotellaro ha dedicato gli ultimi mesi della sua vita al lavoro, del quale in questo volume si pubblica la parte ultimata al momento dell'improvvisa sua morte.
     Leggendo le lettere, gli appunti, le infinite notazioni di questo periodo si vede come il lavoro lo avesse profondamente afferrato ed impegnato.
     Il fatto è che con esso egli aveva, per così dire, trovato una strada che cercava fin dal giorno in cui, chiusa l'attività di giovane sindaco socialista del suo paese, era partito di là per bisogno di respirare e di formare più liberamente se stesso.
     La sua strada vera, quella di poeta e di scrittore, non aveva bisogno di cercarla, perché non l'aveva mai lasciata da quando era ragazzo: egli la batteva in silenzio senza interruzione, anche quando, come per ogni altro scrittore, ai periodi di vena ricca e sicura seguivano altri più difficili.
Non ha mai dubitato di questo suo mestiere, che amava e rispettava in sé e negli altri nel più alto grado.
Ma la natura stessa del suo mondo poetico e dell'esperienza umana da cui nasceva era tale che quel mestiere da solo non gli bastava.
     Ora che si pubblicheranno le pagine bellissime del romanzo autobiografico incompiuto e la raccolta delle sue poesie si vedrà come rispetto ai contadini dei suoi paesi, che sono al centro della sua poesia e della sua esperienza umana, egli si sentisse impegnato da un indissolubile rapporto attivo di fedeltà e di solidarietà.
     Era stato questo impegno a portarlo giovanissimo alla lotta politica nella sua regione e nel suo paese, a fargli accettare e reggere con coraggio e sacrificio il posto di sindaco, a spingerlo a dedicarsi in seguito con ostinazione alla creazione e al primo difficile avvio dell'Ospedale di Tricarico.
     Forse per meglio servire quell' impegno preferì, quando uscì dal paese, la via che più sembrava lontana dalla sua attività di scrittore e di poeta, accettando di rinchiudersi a Portici in una vita mezza di studente e mezza di impiegato nell'Osservatorio di economia agraria.
Qui, infatti, egli sperava di acquistare una formazione e una disciplina che gli avrebbero consentito un giorno di ritornare a lavorare per i suoi contadini con maggiore efficacia e utilità.
Il lavoro al quale dedicò molta parte del suo tempo - l'allestimento di alcune delle più importanti relazioni per un piano regionale per la Basilicata - gli accrebbe quella speranza.
     « Molto mi ha giovato - scriveva un [...]

Leggi tutto l'articolo