Contrabbandava medicine...

Contrabbandava medicine, vendendole al miglior sofferente.
Chi poteva permettersi un principio attivo sventolava in alto un mucchio di banconote, che garrivano al vento senza fare rumore.
La sua piazza era il sanatorio, dove malati urlanti invocavano le loro prescrizioni ignorando gli effetti collaterali, sperando d’essere scelti come cavie.
A volte succedeva e il fortunato scompariva tra due ali di finti medici, per non tornare mai più.
Nemmeno nella buona sorte era permesso loro di raccontare quello che avrebbero visto.

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