Convalescenza

    Foto :: Sergey Betz     "..Tutte le ferite, ch'egli senza ritegno aveva aperte nella dignità del suo essere interiore, sanguinarono.
Tutte le degradazioni, ch'egli senza ripugnanza aveva inflitte alla sua conscienza, vennero fuori come macchie e si dilatarono come una lebbra.
Tutte le violazioni, ch'egli senza pudore aveva fatte alle sue idealità, gli suscitarono un rimorso acuto, disperato, terribile, come se dentro di lui piangessero anime di sue figliuole a cui egli padre avesse tolta la verginità mentre dormivano sognando.
Ed egli piangeva con loro; e gli sembrava che le sue lacrime non gli scendessero sul cuore come un balsamo ma gli rimbalzassero come sopra una materia viscida e fredda onde il cuor suo fosse fasciato.
L'ambiguità, la simulazione, la falsità, l'ipocrisia, tutte le forme della menzogna e della frode nella vita del sentimento, tutte aderivano al suo cuore come un vischio tenace.
Egli aveva troppo mentito, aveva troppo ingannato, s'era troppo abbassato.
Un ribrezzo di sé e del suo vizio l'invase.
- Vergogna! Vergogna! - La disonorante bruttura gli pareva indelebile; le piaghe gli parevano immedicabili; gli pareva ch'egli dovesse portarne la nausea per sempre, per sempre, come un supplizio senza termine.
- Vergogna! - Piangeva, chino sul davanzale, abbandonato sotto il peso della sua miseria, affranto come un uomo che non veda salvezza; e non vedeva le stelle riscintillare a una a una sul suo povero capo, nella sera profonda.."   Da "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio       soap & skin | cynthia

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