Corri la Vita da "runner cronista"

C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria...
Afrore di umanità compressa.
Migliaia di persone, anzi di atleti e atlete (o aspiranti tali), in pochi metri quadri.
Un cocktail di odori: dopobarba, profumo, deodorante, olio canforato, sudore.
Tutti fermi ma c’è già chi gocciola.
Piazza del Duomo, ore 9.29, manca un minuto alla partenza della decima edizione di Corri la Vita.
Venticinquemila partecipanti.
Io sono uno di loro.
In attesa del via si scambiano due chiacchiere col vicino: ma è vero che ci sarà anche Renzi? chiede uno.
Certo, vuoi che si perda una bagno di folla di queste proporzioni, è la risposta al vetriolo.
Ma partirà da qui o da più dietro,  si chiede a voce alta un altro.
Avrà fatto studiare da qualche esperto se è più visibile in cima o in mezzo alla folla, è la risposta-sentenza del caustico di turno.
In attesa dell’arrivo di Matteino, come lo apostrofa confidenzialmente qualcuno, ci si guarda intorno.
Il diavolo vestirà Prada, ma non qui.
A farla da padroni sono Asics, Nike, Adidas, Mizuno e così via.
Al polso niente Rolex, la griffe è la Garmin.
C’è chi si contenta di un modesto cronometro e chi ha una sorta di computer di bordo con gps e cardiofrequenzimetro.
Il tuo segnala anche il dislivello? Certo.
Beato te, il mio no; è un modello vecchio.
C’è chi succhia strane bustine e chi si scola a garganella bottigliette di Gatorade o roba simile.
Qualcuno prova a fare stretching, ma la calca non lo permette.
Arriva Renzi.
D’ordinanza ha la maglietta di Corri la Vita, ma non la faccia.
Il consueto volto sorridente, un po’ da birbaccione e un po’ da primo della classe, che sfodera in ogni occasione televisiva, deve essere rimasto sul camper.
Il volto è tirato.
Stringe mani, firma autografi come un attore.
Saltapicchia da un lato all’altro della “gabbia” di partenza tra le invocazioni dei presenti.
Ma nella sua espressione ci sono tracce di affaticamento.
Dieci, nove, otto.
Parte il conto alla rovescia.
Il chiacchiericcio lascia spazio al silenzio.
Sette, sei, cinque.
Ora si fa sul serio.
Il vicino con cui avevi scambiato opinioni e battute diventa improvvisamente un avversario, quasi un nemico.
Andrà più forte di me? Quattro, tre , due, uno.
Renzi scatta come un leprotto per non restare infognato, ma subito in molti lo superano.
Nessun rispetto per il sindaco, nessun timore reverenziale nel sorpassarlo, da destra o da sinistra non fa differenza.
Il “popolo” dei pettorali rossi (quelli iscritti all’agonistica di 12 Km.), guarda con sufficienza al “popolo” dei [...]

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