Corsi d'eccellenza e sussidi mirati

Il triste primato tricolore nel campo della disoccupazione giovanile (peggio di noi nella Ue fanno solo Spagna, Slovacchia, Grecia e Svezia) arriva da lontano, ha radici antiche e conseguenze drammatiche: oggi solo un ragazzo tedesco su dieci in cerca di lavoro - tra i 15 e i 24 anni di età - non riesce a trovare occupazione.
La realtà però è che la crisi ha sferrato ai giovani italiani un uno-due micidiale: "Da una parte i contratti atipici, quelli che hanno garantito loro un posto negli ultimi anni, sono stati i primi a essere tagliati - continua Scarpetta - Dall'altra il ricorso massiccio alla cassa integrazione è destinato a ingessare per un bel po' l'offerta in Italia".
Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove la flessibilità è al top e la rete di protezione sociale ha maglie molto meno fitte, la mobilità del lavoro a 360 gradi - spalmata cioè su tutte le fasce d'età - ha consentito di contenere (si fa per dire) la disoccupazione giovanile a livelli inferiori del 30% a quella tricolore.
"Gli studi sul mercato dopo i due choc petroliferi parlano chiaro - dice Scarpetta - I ragazzi di allora, oltre ad aver faticato più degli altri per trovare un posto, hanno continuato a registrare tassi di disoccupazione più elevati e a guadagnare di meno per anni".
Fonte: www.repubblica.it

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