Così Renzi usa Di Maio per prosciugare il Pd

I due leader sono avversari, ma hanno un obiettivo comune: lasciare il cerino in mano ai Democratici e sottrargli i voti.

Dopo essersi insultati amabilmente per anni, Luigi Di Maio e Matteo Renzi hanno fermato insieme l’aumento dell’Iva: poi, si telefonano, si scrivono sms, si scambiano complimenti a distanza, arrossiscono, dicono di capirsi. Marciano divisi. Però, colpiscono uniti – soprattutto, hanno colpito il PD, nella persona del suo ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, e del capo della delegazione al governo, Dario Franceschini, che l’Iva l’avrebbero rimodulata volentieri.
L’unica cosa che non fanno è leggere le interviste in cui l’uno parla dell’altro: «Devo ammettere – ha detto al Foglio Renzi – che l’inizio del lavoro di Di Maio mi è sembrato molto saggio. Ha scelto una bella squadra, è circondato da persone di grande qualità, si è mosso senza sbagliare nulla». Ieri ad Agorà, Serena Bortone ha letto a Di Maio queste parole, domandandogli: «Chi le ha dette?». Lui ha r...

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