Così la finanza non va in paradiso

PANORAMA di giovedì 1 gennaio 2009, Pag 50 di Ignazio Ingrao   Patrimonio vaticano: per il secondo anno consecutivo il bilancio della Santa sede si tinge di rosso.
Per questo fra i revisori dell'amministrazione ora figura Hang-Soon Hanu, economista coreano che aveva invitato i principi della Chiesa a stili di vita più sobri Tracollo delle borse, conti in rosso - Il patrimonio della Santa sede, escluso lo stato della Città del Vaticano, supera 1,4 miliardi di euro.
Dei quali 340,6 milioni di euro in contanti, 520 milioni di euro in titoli e azioni, 19 milioni di euro in riserva aurea (equivalente a circa l tonnellata in lingotti d'oro) e immobili per un valore di oltre 424 milioni di euro, dislocati soprattutto in Italia, Svizzera, Francia e Gran Bretagna.
Per quanto riguarda il conto economico, il bilancio consuntivo consolidato 2007 ha registrato un disavanzo di 9.067.960 euro.
Gli enti ecclesiastici versano alla Santa sede circa 86 milioni di euro all’anno.
Calano gli introiti finanziari: 1,4 milioni di euro di avanzo netto nel 2007 contro i 13,7 milioni di euro del 2006.
Crescono invece gli introiti del settore immobiliare: 36,3 milioni di euro nel 2007 (4 milioni in più rispetto al 2006).
Per Radio Vaticana e Osservatore romano la Santa sede nel 2007 ha speso 14,6 milioni di euro, mentre la Libreria Editrice Vaticana ha realizzato un utile di 1,6 milioni di euro.
Le spese per il personale (2-478 dipendenti) ammontano a 102,5 milioni di euro.
La crisi economica mondiale pesa anche sulle finanze vaticane.
Secondo le prime proiezioni, non ufficiali, la Santa sede si appresta a chiudere, per il secondo anno consecutivo, il bilancio consolidato in rosso.
Dopo tre esercizi in attivo (2004, 2005 e 2006) il 2007 aveva segnato un disavanzo di oltre 9 milioni di euro, che rischia di essere confermato, se non ampliato, nell'esercizio 2008.
La responsabilità del deficit va attribuita anzitutto al crollo dei mercati.
Già nel corso del 2007 le attività finanziarie della Santa sede avevano subito una flessione di circa 12 milioni di euro, dovuta al deprezzamento del dollaro rispetto all'euro.
La Chiesa Usa è infatti in vetta alla classifica delle Chiese donatrici a favore del Vaticano e molte delle operazioni finanziarie avvengono ancora in dollari.
Il tracollo delle borse ha dato un altro colpo alle finanze vaticane nel corso del 2008, spingendo l'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) a tornare ai beni rifugio, come l'oro.
Peraltro le difficoltà finanziarie non arrestano il programma di [...]

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