Cosa è la Tobin Tax

// google_ad_client = "ca-pub-0465304374316907"; /* tobintax3361 */ google_ad_slot = "9391921725"; google_ad_width = 336; google_ad_height = 280; // --> // // --> In un periodo nel quale l'economia internazionale è in forte crisi e l'insorgere di nuove forme di tassazione imposte dai governi e dalle organizzazioni internazionali la stanno flagellando ulteriormente, una nuova tassazione stà facendo il suo ingresso nel regno del transazioni finanziarie : la Tobin Tax.
In questo sito troverai tutte le informazioni a riguardo e il campo di applicazione della tassa.
La Tobin Tax prende nome dal suo ideatore, l'economista americano James Tobin che nel 1972 realizzò una teoria con l'intento di stabilizzare i mercati finanziari ed evitare forme di speculazione spinta.
La proposta iniziale prevedeva che venisse applicata su tutte le transazioni finanziare una aliquota che poteva variare dallo 0,05% all'1%, permettendo in questo modo secondo le stime basate su calcoli statistici e osservando lo storico degli scambi finanziari, di incassare un importo superiore di due volte a quello stimato per soddisfare il fabbisogno economico mondiale.
In realtà molti dei detrattori della Tobin Tax sostenavano che l'importo ricavato non fosse sufficiente a garantire l'effettivo scopo, soprattutto visto che la grande percentuale di scambi finanziari riguardava speculazioni sulle variazioni dei prezzi.
Ci furono nel corso degli anni molti tentativi di imporre questa tassa da diversi governi, come ad esempio la Svezia, gli stessi Stati Uniti e la Francia.
Di fatto non si riusci mai ad arrivare a regime soprattutto per i continui attriti, che come ogni nuova tassa proposta, si generavano in sede di approvazione.
Una delle preoccupazioni principali di economisti e governi è sempre stata quella della possibile applicazione ad un numero limitato di paesi, perchè questo spingerebbe molti investitori a trasferire i loro fondi verso paesi a tassazione più agevolata.
Come si può immaginare quindi l'applicazione della Tobin Tax richiederebbe un'adesione quasi totale degli stati onde evitare movimentazioni di denaro non volute.
Naturalmente anche oggi esistono pareri molto discordanti sull'applicazione di questa tassa, da un parte gli economisti e molti investitori importanti pensano che possa in qualche modo bilanciare un mercato finanziario troppo altalenante, dall'altro i sostenitori del no-global che asseriscono che questa tassa possano minacciare la stabilità globale.
Ed in Italia cosa stà succedendo? In Italia la prima proposta di applicazione [...]

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