Cosa ci suggerisce la vicenda del Sindaco di Roma

Le note spese ed un uso disinvolto della carta di credito del Comune sembrano segnare la fine politica del Sindaco di Roma, Marino.
È evidente che spetta alla Magistratura valutare la liceità dei suoi comportamenti ed ai cittadini romani, ma non solo trattandosi della Capitale, dare un giudizio sull’Amministratore.
La vicenda suscita almeno due interrogativi di valenza più generale: Le modalità di selezione del personale politico/amministrativo; Il ruolo dei partiti e la loro capacità di organizzazione politica.
Primo punto.
Le ultime esperienze dimostrano che lo strumento di selezione che doveva garantire una maggior qualità della scelta, le primarie, non è stato all’altezza delle aspettative.
Ciò non deve tradursi in una loro bocciatura ma occorre rivederne le regole e, inoltre, spostare l’attenzione sulle candidature rispetto alle quali i partiti non possono essere deresponsabilizzati per cui l’eletto che da buona prova di se è espressione del partito altrimenti è figlio … delle primarie.
Secondo punto.
Anche il PD, partito che più di altri ha una struttura organizzativa, non riesce a controllare, politicamente, la periferia.
Non è un mistero, per esempio, che alcune candidature alle ultime elezioni regionali sono state subite dal centro.
Inoltre il tentativo di rimuovere dall’incarico esponenti locali che sono risultati non all’altezza si è rivelato quasi impossibile, tanto più se scelti con le primarie.
Alla radice di tutto ciò c’è l’antipolitica che ha trovato linfa non solo nella diffusa corruzione e nell’incapacità di una parte della classe politica, ma anche nella motivata sensazione che essa fosse tesa prioritariamente a difendere i propri privilegi mettendo in secondo piano il bene comune.
Dichiararsi estraneo alla “casta” è stato motivo sufficiente per catturare numerosi, a volte determinanti, consensi.
Un ruolo, a mio avviso devastante, ha giocato l’italica abitudine di buttare, con l’acqua sporca, anche il bambino; abitudine amplificata anche dalle lotta politica che puntava a delegittimare l’avversario più che ad affermare la giustezza delle proprie posizioni.
I mezzi d’informazione hanno badato a cavalcare l’ondata scandalistica preoccupandosi poco dei distinguo, dell’analisi.
Ora occorre far comprendere, veramente, che la politica ed i politici servono e che la qualità di quest’ultimi è proporzionale al grado di partecipazione civica dei cittadini.
Compito arduo; siamo in un circolo vizioso: la cattiva politica disincentiva la partecipazione e, al [...]

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