Coscienza – Emulare l’Uomo con una Macchina

  Oggi l'informatica produce computer che sono 1012 (1.000.000.000.000, mille miliardi) volte più potenti di quelli disponibili 50 anni fa (anni 1960-70), malgrado ciò non si sono ancora risolti adeguatamente i "problemi facili" per l'uomo.
Come mai?   A differenza del computer, la strategia umana per diventare campioni di scacchi consiste nel trovare "scorciatoie" che evitino di dover fare un numero di calcoli esponenzialmente grande, man mano che ci si cimenta con competitori sempre più agguerriti.
Immagino che ciò discenda dall'evoluzione della specie umana, consentita dalla sopravvivenza della specie: più legata alla capacità di riconoscere oggetti, come per esempio imparare a discernere un predatore mimetizzato tra i cespugli nel mezzo di una foresta; che non alla vittoria di una partita a scacchi.
  L'organizzazione del cervello umano è stata modellata nei millenni dalla necessità di risolvere problemi di riconoscimento di estrema complessità.
Non si è ancora riusciti a capire come faccia il cervello a risolvere questo tipo di problemi con un "hardware" molto più lento (almeno così pare che sia) di quello tipico dei computer: Il vantaggio del computer rispetto al cervello è certamente la più alta rapidità nel fare operazioni matematiche esplicite, una dimostrazione di forza bruta.
Il cervello è molto più veloce del computer a fare operazioni, di natura sconosciuta, alla base del riconoscimento e dell'indirizzamento associativo della memoria, una dimostrazione di forza sottile.
È come se il cervello avesse scoperto "scorciatoie" nascoste rispetto alle strade che si seguono nel programmare i computer.
  Da queste brevi note nasce una domanda che sarà utile: Quanto sinora avvenuto nell'informatica può essere un indizio di una differenza incolmabile tra un Uomo e un Computer?    

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