Craxi un grande statista??

Da poco tempo è passato il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi e in Italia si sono viste svariate dichiarazioni addirittura commosse in ricordo del "grande statista" punito da mani pulite! Il ricordo di Craxi è evidentemente vissuto con affetto dai sopravvissuti del terribile periodo di tangentopoli! Sopratutto Berlusconi e i suoi lo citano in continuazione,infatti fu il primo ad accusare la procura di Milano,ovviamente piena di pericolosi comunisti,di muoversi dietro"un preciso disegno politico"...
L'ex segretario del PD,nonché ex dirigente del PCI(anche se pentito),Walter Veltroni ha detto che Craxi "rinnovò il panorama politico molto più di Berlinguer".
Ma siamo sicuri che il buon Bettino fosse un grande statista perseguitato dalle nascenti Toghe rosse tanto famose attualmente? Il modo migliore mi pare quello di ripercorrere in parte la sua carriera politica e giudiziaria per chiarire un attimo le idee...
Craxi entra in parlamento nel 1968,dopo essere stato assessore a Milano nei primi anni '60.
Nel 1970 diventa vice-segretario nazionale del PSI,carica che continua a mantenere anche dopo il congresso del 1972 che elesse segretario De Martino.
Dopo una crisi all'interno del PSI Craxi viene eletto segretario nazionale "di transizione" come verra definito,anche se poi in realtà rimarra segretario fino al 1993.
L'ascesa politica del nostro trova il suo apice nella carica di presidente del consiglio dei ministri mantenuta dal 4 Agosto 1983 al 17 Aprile 1987 in due governi consecutivi.
La politica economica dei governi Craxi fu parecchio controversa: se da un lato l'inflazione scese dal 16% al 4% e il reddito pro-capite superò quello della Gran Bretagna,dall'altro il debito pubblico crebbe in maniera esponenziale passando dai 234 ai 522 miliardi di €(quindi calcolati con il valore della moneta attuale) e il rapporto debito pubblico/PIL passò dal 70% al 90%.
Vi fu durante il governo Craxi il taglio di 4 punti percentuali della scala mobile(anticamera della cancellazione della stessa con evidenti perdite del valore reale dei salari).
Il 1984 è l'anno del "decreto Berlusconi", varato dopo la decisione dei pretori di Torino, Roma e Pescara di oscurare i canali televisivi della Fininvest di proprietà di Silvio Berlusconi,allora solo un imprenditore a cui Craxi,guarda caso,fece da testimone al secondo matrimonio.
Il decreto stabilì la legalità delle trasmissioni delle televisioni private,essendo nei fatti l'anticamera della legge Mammì del 1990.Il decreto fu aspramente contestato sia in parlamento che [...]

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