Crescita e Pace

NOTA Crescita e pace Di F.
Allegri Da alcuni mesi si discute sulla fine della crisi e sull’inizio della ripresa e della crescita economica.
C’è chi dice di si e che si va verso il meglio, altri negano.
Io ho già scritto che la ripresa era iniziata lo scorso settembre e continuo a pensarlo.
In questi giorni ho riscontrato che l’attività economica non è andata bene nei mesi di ottobre e novembre.
Le cause sono sicuramente molte, ma una è importante perché ci aiuta a riflettere sulla vita quotidiana.
Il principio è che non ci può essere crescita economica se non c’è la pace tra gli stati.
Qui bisogna ricordarci che la guerra di Libia non è finita, si è trasferita nel deserto, dal Mali al Ciad e soprattutto in quelle che sono terre di nessuno.
Altre due guerre caratterizzano la nostra porzione del mondo.
La prima è la guerra in Siria e in Iraq che ha fatto decine di migliaia di vittime, ed ha un fronte che impedisce la vita normale a tutta la popolazione di quei due stati.
La seconda è la più insidiosa: parlo della guerra civile in Ucraina.
Questa porta con se uno scontro diplomatico al massimo livello, con embarghi incrociati tra i grandi imperi del pianeta e soprattutto subisce una fase momentanea di stallo a causa dei freddi portati dal cosiddetto “generale inverno”.
L’embargo alla Russia e quello all’occidente sono due freni forti alla ripresa economica di tutto il continente, sia presente che futura visti i rischi di nuovi scontri a partire dalla prossima primavera.
La guerra in Ucraina non ha fatto tanti morti quanto quelle di Siria, Iraq e Libia, ma è la più pericolosa.
Essa è combattuta secondo i vecchi criteri della guerra fredda, con coinvolgimento di servizi segreti e vaste azioni di disinformazione incrociate e sanguinose.
La NATO non pare in grado di aiutare militarmente i suoi alleati ucraini, ma fornisce copertura informativa e politica, sul campo c’è lo stallo, ma questo è a favore dei russi e dei suoi alleati.
Il punto di partenza per capire questa guerra è la disfatta dell’esercito ucraino poi va aggiungo che questa incapacità va rapportata ad un sentimento popolare anti russo e anti comunista molto diffuso in tutta l’Ucraina dell’Ovest.
Al momento l’opzione più probabile è la scissione del paese: in due o in tre stati minori, ma anche questa opzione può svilupparsi solo nel lungo periodo e fra molte difficoltà.
Passeranno molti mesi difficile e gli embarghi incrociati azzereranno i commerci, almeno fino alla prossima primavera.
Allora vedremo se riprenderanno [...]

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