Crescita economica e distruzione delle persone

Questo è il mondo cara Vandana Shiva, i ceti popolari si devono adattare a lavorare come degli schiavi per far crescere l'economia e i giornali tutti servi delle banche dicono che la crescita fa bene a tutti.
Cazzate , fa bene solo ai ceti medio-alti.Prendiamo il mercato delle valute,superano i 4000 miliardi di dollari al giorno.In una sola settimana circolano piu soldi sui mercati finanziari di quanto siano legati a un anno intero di economia reale.Oltre il 98% dei capitali che circolano nel mondo non ha nessuna funzione produttiva e non è legato all'economia reali (beni,servizi,merci),ma serve solo alla speculazione cioè far soldi dai soldi nel piu breve tempo possibile.Trasformare l'acqua,il cibo,l'istruzione e la sanità in merci significa garantire profitti enormi alle grandi imprese e aprire nuovi spazi di conquista alla finanza escludendo da questi mercati chi non può permettersi la scuola o la sanità privata.Negli ultimi anni si è arrivati al punto di creare prodotti e mercati dal nulla per poi poterli finanziarizzare e fare enormi profitti.Un esempio importante è quello del mercato dei crediti del carbonio.
da theguardian.com- Vandana Shiva L'ossessione della crescita ha travolto il nostro interesse per la sostenibilità, la giustizia e la dignità umana.
Ma le persone non sono merci da usare e gettare - il valore della vita si trova fuori dallo sviluppo economico  La crescita illimitata è la fantasia di economisti, imprese e politici.
La vedono come una misura del progresso.
Come risultato, il prodotto interno lordo (PIL), che dovrebbe misurare la ricchezza delle nazioni, è diventato sia il numero più potente che il concetto dominante del nostro tempo.
Tuttavia, la crescita economica nasconde la povertà creata attraverso la distruzione della natura, la quale a sua volta porta a comunità incapaci di provvedere a se stesse.
Durante la seconda guerra mondiale il concetto di crescita fu presentato come una misura per la movimentazione delle risorse.
Il PIL si basa sulla creazione di un confine artificiale e fittizio, il quale parte dal presupposto che se produci ciò che consumi, non produci.
In effetti, la "crescita", misura la trasformazione della natura in denaro e dei beni comuni in merci.
Così i magnifici cicli naturali di rinnovamento dell’acqua e delle sostanze nutritive sono qualificati non produttivi.
I contadini di tutto il mondo, che forniscono il 72% del cibo, non producono; le donne che coltivano o fanno la maggior parte dei lavori domestici non rispettano questo paradigma di crescita.
Una [...]

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