Crescita troppo lenta

Da più fronti si lancia un monito al Governo " l'economia italiana è troppo lenta, la crescita è troppo bassa ".
Lo dice il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, lo dice l'ISTAT e lo dice Bankitalia che aggiunge " DEF ambizioso, ma le misure  sono insufficienti ".
Già nei giorni scorsi il Ministro Tremonti aveva anunciato una revisione al ribasso del tasso di crescita che nel 2011 dovrebbe attestarsi intorno all'1,1% .
  Il problema è che sia per la misura del PIL in sè, sia tutta la serie di conseguenze che una crisi scatena, non è possibile dare una misura certa della crescita del nostro Paese (ma il problema è lo stesso anche per tutti gli altri).
La percezione, il sentiment della gente e dei professionisti che si occupano di economia e studiano i vari fenomeni ad essa correlati, sostengono che il futuro non sarà roseo se non si provvede immediatamente a cambiare qualcosa nell'economia del nostro paese.
I principali problemi sono il blocco dei consumi e la continua crescita dei disoccupati o per meglio dire l'emorragia di posti di lavoro che ogni giorno di perdono.
Per quanto riguarda la disoccupazione siamo oramai all'8,4% se consideriamo i dati ufficiali, ma superiamo abbondantemente il 12% se consideriamo che moltissimi giovani sono in standby e non sono nemmeno iscritti alle liste di collocamento.
Questo, ovviamente, blocca la crescita perchè blocca i consumi e nel medio-lungo periodo genera una crisi economica e quindi una nuova recessione.
I consumi privati che nel periodo 2008-2009 sono calati fra il 6 e l'8%, nel 2010 sono cresciuti di appena l'1% ma già nel 2011 questa tendenza è al ribasso e per di più si concentrano sui beni semidurevoli, beni di largo consumo e servizi.
Infine, il debito pubblico che strozza sempre più l'economia nazionale e che anche quest'anno è stimato in crescita.
Certamente all'origine di tutto questo c'è la crisi iniziata nel 2008 che non ha fatto altro che amplificare tutti i problemi che già esistevano.
Negli ultimi 10 anni le statistiche ci dicono che la tendenza del mercato è sempre stata al ribasso, ogni anno i commercianti, le imprese e le industrie hanno registrato mediamente un calo o una diminuzione rispetto all'anno precedente mentre i prezzi di materie prime e carburanti, paradossalmente, sono cresciuti.
Tutto ciò ha determinato uno squilibrio tutt'ora ancora esistente, fra produzione, domanda e offerta nonchè le modalità di distribuzione e commercializzazione.
Il commercio al dettaglio è quello che ha sofferto di più negli ultimi 10 anni [...]

Leggi tutto l'articolo