Crescono i turisti a Bologna, l'aeroporto è il volano

Aumentano le destinazioni straniere al Marconi, automaticamente si traduce in un risultato a segno più per la città.
Graziano Prantoni - assessore al turismo in Provincia snocciola i suoi numeri dove da tabelle e grafici si vede che a Maggio 2013 gli arrivi a Bologna sono cresciuti del 12% e le presenze del 15%.
L'internazionalizzazione è un fenomeno già acquisito e consolidato, si passa al 50% cioè un turista su due è straniero, l'anno scorso era il 40% il valore del mercato.
In Provincia anche quì aumenta, si passa dal 30% al 40% come voce stranieri.
Solo in luglio i contatti ai desk dell'accoglienza turistica a Bologna sono cresciuti del +35% ed i turisti chiedono che i musei vengano aperti di più.L'aeroporto ha fatto la sua parte con il prossimo contratto che presto verrà siglato con Ryanair per altri cinque anni fino al 2018 a condizioni si dice più vantaggiose per SAB, società molto oculata come ha sottolineato Giorgio Tabellini, presidente della Camera di Commercio, nonchè maggior azionista e membro del CdA dell'aeroporto.
Condizione fondamentale per la sopravvivenza come sostenibilità, gli altri aeroporti regionali debbono rimanere come esempio per chi ha fatto il passo più lungo della gamba, poi afflitto da problemi finanziari. Nuovi voli hanno contribuito alla crescita del Marconi.
Basta ricordare Aeroflot con il giornaliero da Mosca che viaggia a numeri stratosferici, come pure la Turkish Airlines su Istanbul e la Pegasus sempre dalla città turca.
Poi, Transavia che conferma annuale il volo su Eindhoven, quindi Tunisair con un volo sempre al tutto esaurito per Tunisi.
Wizz con i suoi collegamenti sull'est.
SAS che incrementa su Copenaghen e Stoccolma.
British Airways che consolida Londra Heathrow con extra capacità.
Nuovi collegamenti presto per Bilbao e Valencia di Iberia.Nei primi sei mesi Bologna viaggia al +6,2%, nello stesso mese era l'8,8% il dato positivo di crescita.
Se l'aeroporto si espande anche Bologna ne trarrà giovamento, il tutto in autonomia e senza aiuti regionali, in passato destinati solo verso gli scali romagnoli direttamente o per tramite di SAR. 

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