Crisi Facebook, il datagate fa chiudere Cambridge Analytica

Cambridge Analytica ha chiuso.
Secondo le notizie trapelate, dopo lo scandalo che l'ha travolta, era troppo difficile risalire la china.
Ma cosa è successo? La società di consulenza britannica sembra aver sottratto in maniera disonesta i dati di milioni di utenti del popolare social network Facebook.
Lo scopo sarebbe stato quello di condizionarli con messaggi politici mirati.
Il danno derivato dallo scandalo, però, non è stato cruciale solo per Cambridge Analytica: anche Facebook ne ha dovuto pagare le conseguenze.
Sicuramente a livello di immagine, ma anche portando Mark Zuckerberg a testimoniare al Congresso. E per ricostruire la reputazione, agli iscritti sono state fornite garanzie maggiori sul controllo e il trattamento dei dati personali.
La notizia della chiusura di Cambridge Analytica è stata riportata dal Wall Street Journal.
Da oggi ogni attività della società è terminata e i dipendenti hanno dovuto consegnare i computer aziendali.
La conferma è arrivata anche da Nigel Oakes, fondatore di Scl Group, affiliata britannica della società che è finita nello scandalo.
Diverse le motivazioni della chiusura.
Una di queste sono senza dubbio le consistenti spese legali a cui avrebbe dovuto far fronte la società.
Poi anche la fuga di clienti, in particolare le aziende private.
Tra coloro che facevano uso dei servizi della società britannica vi sono numerosi politici: basti pensare che ha collaborato alla campagna elettorale dell'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Pare che anche un partito italiano, di cui non si è ancora scoperto il nome, abbia fatto uso dei suoi servizi.
Quindi sembra che la sospensione dell'amministratore delegato Alexander Nix e l'indagine interna non abbiano sortito l'effetto sperato.
Il caso è scoppiato a marzo quando The Observer - The Guardian e il New York Times riportarono la notizia esclusiva che milioni di profili social erano stati violati da Cambridge Analytica durante la campagna di Trump.
Lo scopo era stato quello di profilarli e di inviare messaggi elettorali ad hoc.
La società avrebbe raccolto i dati degli utenti attraverso l'app thisisypordigitallife, che era stata sviluppata da Alexander Kogan dell'università di Cambridge.
Attraverso la società Global Science Research erano stati pagati centinaia di migliaia di iscritti a Facebook perché facessero un test sulla personalità.
E se questi firmarono una liberatoria, lo stesso non accadde alle decine di milioni di amici i cui dati pare che furono presi da Cambridge Analytica [...]

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