Crisi Usa: Obama accusa l’Europa, ma Oltreoceano non incanta nessuno

La «strategia dell’attenzione» di Barack Obama verso l’Europa si intensifica mano a mano che si avvicinano le elezioni presidenziali americane di novembre.
A pochi mesi dall’appuntamento elettorale, Obama deve vedersela con dati economici interni tutt’altro che incoraggianti, con la crescita in rallentamento e, soprattutto, con la disoccupazione in aumento, all’8,2%, secondo quanto reso noto dal rapporto del Dipartimento del Lavoro Usa pubblicato nei giorni scorsi, che ha sollevato un polverone negli Stati Uniti.
Costretto a dare una spiegazione a questi risultati preoccupanti per i cittadini americani (per gli europei, oggi, sarebbero una buona notizia) – in una campagna elettorale sempre più connotata dai temi economici –, Obama ha indicato diversi ‘colpevoli’ esterni alla sua amministrazione: l’ostracismo del Congresso, cioè dei repubblicani, rei di aver bloccato il suo piano per la crescita e il lavoro, le scarse performance di India e Cina e, manco a dirlo, la crisi europea.
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