Cuccioli di foca: basta solo trovarli e "raccoglierli" con la piccozza tra le nevi

In Canada, il piano di uccisioni di foche programmato dal governo aumenta anno dopo anno: attualmente la quota fissata corrisponde a 319.500 esemplari, ma un rapporto pubblicato su "Marine Mammale Science", stima che in ognuno degli ultimi tre anni siano state uccise tra le 400.000 e il mezzo milione di foche.Tre su quattro hanno meno di un anno di età.
Più facili da uccidere: sono praticamente dei "sacchetti di pelliccia" che si muovono impacciati.
La caccia è aperta dal 15 novembre ma la strage si concentra a fine marzo, quando il clima è più mite e i cuccioli hanno l'età più "adatta":  il 95% delle vittime infatti ha meno di tre mesi; tra queste, le foche con il manto ancora bianco (formalmente tutelate dalla legge, ma non dai bracconieri) non superano le due settimane di vita.
Groenlandia, Canada, Scandinavia, Labrador e Russia, nei Mari del Nord, in Islanda, nelle isole Faer Oer (possedimento danese), nelle Shetland (britanniche)...
la caccia è estesa e fa 600mila uccisioni ogni anno in tutto il Circolo Polare Artico.In particolare il governo del Canada (nei cui territori si consuma il massacro più ingente) ha da quest'anno aumentato la quota di prede consentite, passando a 319.500 esemplari.Le foche sono cacciate per farne principalmente pellami e pellicce, ma dalla loro carne si ricavano anche grassi, olii e afrodisiaci destinati al mercato cinese e giapponese.Una caccia necessaria per la sopravvivenza delle popolazioni indigene? Non è così: il numero di animali cacciato dalle popolazioni locali per "scopi di sopravvivenza" corrisponde a circa 2.000 esemplari.
Inoltre, come appurato da una Risoluzione del Parlamento Europeo (B4-0053/96), "i cacciatori usano metodi d'uccisione particolarmente crudeli" e sono colpevoli di "spellare i cuccioli di foca spesso mentre sono ancora vivi".Ma i governi ribattono: "la caccia alle foche è necessaria per la costante diminuzione degli stock di pescato", dimentichi che il depauperamento delle risorse ittiche nei mari del Nord è dovuto alla massiccia iper-pescagione piuttosto che all'appetito delle foche.Cosa Fare?L'Italia è il secondo più grande importatore di pelli di foca tra i paesi dell'UE e rappresenta uno dei principali produttori al mondo di pellicce di foca.
La Lega Antivivisezione denuncia il ruolo primario rivestito dall'Italia nel mercato internazionale di prodotti derivati dalla foca: dai dati forniti dal nostro Governo all'Eurostat Data Shop di Berlino, sostiene la Lav, si evince che negli ultimi tre anni l'import di prodotti di foca - soprattutto [...]

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