Cultura amerikana

Il forte astensionismo emerso dalle recenti elezioni (ma anche da quelle dell'ultimo decennio), non è che il segnale della debolezza del governo attuale.
E' il successo del piano strategico di lungo corso delle oligarchie economico/finanziarie di cui il ragazzotto è l'attuale galoppino.
In Italia il progetto parte da lontano ed inizia a dare i suoi risultati concreti con la sconfitta della classe operaia del 1980 davanti ai cancelli della Fiat, che consente al padrone di conquistarsi il “diritto” di ristrutturare e riorganizzare le proprie imprese, indipendentemente dai costi sociali.
Nel quadro internazionale, caratterizzato da una pericolosa offensiva culturale portata avanti dai settori più retrivi della borghesia, unito ad un indebolimento generale dell’Urss di quegli anni e del movimento operaio organizzato, gli anni ottanta si sono caratterizzati per una fortissima carica di valori reazionari di stampo amerikano.
L'ultra liberismo amerikano ha infettato il tessuto delle società, anche della nostra.
Con una profonda attività culturale e con l'aiuto determinante di pennivendoli prezzolati, si è imposta una visione ed una logica profondamente anticostituzionali, una visione che affermava non più la centralità del lavoro, bensì del profitto e del padrone.
L'individualismo, il superficialità, la “centralità” dell’economia di mercato, sono stati - e sono - le cause dell'inizio dello scardinamento ed indebolimento della cultura di classe del movimento operaio organizzato.
Questa è la strategia padronale del “superamento delle ideologie”: si assiste ad un’amerikanizzazione generale della politica, dei valori, della cultura, dei costumi, dei diritti.
Nei fatti si tratta di un ritorno al Medioevo, alla promulgazione di leggi per “acclamazione” popolare (dopo che i padroni hanno già deciso quale dev'essere la volontà popolare).
Questa condizione ha progressivamente generato l’esclusione dalla politica di larga parte della società e la sua adesione ad un populismo d’accatto che legittima il disinteresse ed il disimpegno politico delle masse popolari.
L’avanguardia della classe operaia viene divisa ed emarginata, mentre i lavoratori sono privati della propria coscienza di classe, della propria memoria, della propria storia, portandoli a scimmiottare bisogni amerikani e pensieri estranei al proletariato.
Il ragazzotto è il corifeo di questa fastidiosa stonatura che offende l'udito.
Bisogna che qualcuno gli insegni l'arte della musica, o che il popolo italiano lo rimuova dal podio!

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