D’UMBRE E PICENE...

Piazza, san Paolo, scalini, scrivo.
La città ha fatto incetta di mattone,
consunto dagli anni, rosso passivo.
Vorrei stendere un conto spedizione
di atti mancati, Pam, lapsus attivo.
Surplus di Paola in elaborazione,
esigenza di felicità, di sintesi adeguata,
manco sfuggita, appena immaginata.
D’altra parte son piuttosto perplesso,
indolente: sbattetemela in faccia,
maceratese tiratemi appresso
dalla vaga somiglianza che impaccia,
varietà e tempo trascorso ammesso!
Tema non più fattibile, minaccia...
multietnicità è qualità onesta,
cauta quiete dopo la tempesta.
E Loreto dovrei dirla asettica
nel neoclassico atto a valorizzarla,
in pochi aspetti la trovo ascetica,
in certa umanità per cui elevarla.
Diresti mai Recanati euforica?
Percepisci lo spirito a osservarla,
come nelle variazioni della Strap
dei primi tempi, con un maggiore gap.
Gioconda sfinge il cui sorriso implode
anzi il fortuito slancio la svelasse,
poco fraterno sui suoi glutei e sode
morbidità dei seni sublimasse.
L’avr...

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