D. è il maratoneta

 
D. è il maratoneta. E’ ospite da due anni. Passa tutto il suo tempo “per strada”, non che possa nuocere agli altri, se mai a se stesso. Cammina ininterrottamente lungo il perimetro della sua agevole stanza. Un cammino infinito, che solo a volte le pareti interrompono. Sembra quasi seguire un percorso che conosce a memoria. Un percorso che dura da sempre. Che dura per sempre. D. procede spedito, assorto, rasentando il perimetro e svoltando al momento opportuno, tranne a volte in cui ignaro del limite delle pareti, gli sbatte contro col muso. All’inizio era tanta la forza dell’urto, che veniva respinto cadendo all’indietro, per poi alzarsi ed andare a cozzare ricadendo di nuovo, fino a quando qualcuno lo spostava in un punto diverso da cui poter proseguire. Ora, invece, l’impatto non l’atterra, perché si muove più lento, ma si ignora se per ridurre l’effetto dell’urto, se è più stanco dopo tanto cammino, o se questo è previsto dal suo arcano progetto. Ogni tanto, senza mai rallentare,...

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