DAL MIO BLOG http://ilblogdimikidelucia.myblog.it L'Europa boccia Blair. E all'Onu Obama non paga il conto

Sono lontani i tempi in cui Tony Blair e la sua "terza via" per la sinistra ricevevano il plauso di tutta l'Europa (e non solo).
Ora invece il Vecchio Continente sembra voltargli le spalle.
La sua candidatura alla presidenza dell'Europa (la nuova figura prevista dal Trattato di Lisbona) non piace a molti.
L'appoggio più importante Blair l'ha ricevuto nientemeno che dall'euroscettico Regno Unito.
Un non-sense? Niente affatto.
L'appoggio inglese ha una doppia valenza: da una prospettiva europeista, la scelta di Blair sembra essere un utile strumento per controbilanciare e temperare il prevedibile euroscetticismo del futuro governo conservatore di David Cameron (stando ai sondaggi).
Da una prospettiva conservatrice, appare una strategia finalizzata a mantenere, per mezzo di Blair, un ruolo chiave e di prestigio in un’Europa sempre più germanocentrica.
Tony Blair Ma il sì a Blair non è unanime.
Tra le voci critiche c'è addirittura il suo ex consigliere per l'Ue, Sir Stephen Wall, secondo il quale l'attuale inviato del quartetto in Medio Oriente non sarebbe la persona adatta a creare un certo livello di consenso tra i vari leader europei.
Un candidato proveniente da un Paese più piccolo, sostiene Wall, darebbe un "segnale di unità" migliore.
Scettici anche i cittadini britannici.
Un sondaggio condotto la scorsa settimana rivela che il 47% è contrario all'idea di Blair presidente d'Europa, mentre tra i lettori del quotidiano di centrosinistra The Independent i contrari all'elezione di Blair superano i favorevoli addirittura 20 a uno.
Un Blair isolato, insomma.
Abbandonato dai suoi cittadini e dai leader europei.
La sua candidatura, mai formalizzata, ha il sostegno dell'Italia, ma è vista con diffidenza da molti Stati membri, tra cui alcuni fondatori come Belgio, Lussemburgo e Olanda, che non lo considerano abbastanza europeista.
Si oppongono anche il neo-rieletto Cancelliere Merkel e il presidente francese Sarkozy.
A cui non piace l’idea di un primo Presidente europeo cittadino di un Paese estraneo all’Unione dal punto di vista monetario, fuori dall’area Schengen e non di certo europeista.
E come se non bastasse c'è anche una petizione promossa dall'europarlamentare socialista lussemburghese Robert Goebbels, che ha già raggiunto 38.000 firme e un'altra molto più dura che accusa l'ex premier britannico di aver "violato la legge internazionale con l'intervento nella guerra in Iraq, a cui molti cittadini si erano opposti".
Il nodo sulla prima e più importante presidenza europea (due anni e mezzo senza rotazioni [...]

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