DANILO DOLCI

PAOLO T: IN REALTA' IO NE HO GIA' PARLATO SPESSO, MA IN QUESTO CASO "REPETITA IUVANT"...
DA PAOLO BORRELLO: 1 febbraio 2010 Danilo Dolci: qualcuno sa chi è?   Le persone che meritano di essere ricordate lo dovrebbero essere anche quando non ricorre alcun anniversario.
Da tempo volevo dedicare un post a Danilo Dolci, un personaggio poco conosciuto ma la cui attività è stata molto importante e, a mio avviso, la sua conoscenza va diffusa il più possibile, soprattutto fra i giovani.
Inizio citando la nostra "Bibbia", "Wikipedia", riportando alcune parti della voce dedicata a Dolci:  "Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997) è stato un sociologo, educatore, poeta e attivista della nonviolenza italiano.
« Se l'occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l'uomo non immagina, si spegne.
» (Danilo Dolci, da Il limone lunare) Nasce il 28 giugno 1924 a Sesana (in provincia di Trieste, ora territorio sloveno)...
A Milano consegue il diploma presso un Istituto tecnico e poi la maturità artistica a Brera...
Durante gli anni del regime fascista sviluppa presto una decisa avversione alla dittatura.
Arrestato a Genova nel 1943 dai nazifascisti, riesce a fuggire.
Insegna presso una scuola serale a Sesto San Giovanni.
Qui, tra gli operai che siedono dietro i banchi, conosce Franco Alasia, che diventerà tra i suoi più stretti collaboratori.
Studia Architettura al Politecnico di Milano, ma nel 1950, poco prima di discutere la tesi, decide di lasciare tutto per aderire all'esperienza di Nomadelfia - comunità animata da don Zeno Saltini - a Fossoli (frazione di Carpi).
Dal 1952 si trasferisce nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promuove lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: siffatto impegno sociale gli valse il soprannome di 'Il Gandhi di Partinico'...
Nella sua attività di animazione sociale e di lotta politica, Danilo Dolci ha sempre impiegato con coerenza gli strumenti della nonviolenza.Il 14 ottobre del 1952 Dolci dà inizio a Trappeto al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di Benedetto Barretta, un bambino morto per la denutrizione.
La protesta viene interrotta solo quando le autorità si impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di un impianto fognario.
In questa occasione si stabilisce il contatto con il filosofo di Perugia Aldo Capitini.
Nel gennaio del 1956 oltre mille persone danno vita a uno sciopero della fame collettivo per protestare contro la pesca di [...]

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