DAVID F. NOBLE PROGETTARE L'AMERICA

recensione di Fasce, F., L'Indice 1989, n.
2 Il contributo di Noble era nato come tesi di dottorato nella prima metà degli anni settanta dalla fortunata convergenza fra l'onda lunga delle tensioni controculturali sessantottesche, un dipartimento di storia come quello dell'Università di Rochester che annoverava studiosi quali Christopher Lasch, Eugene Genovese e Herbert G.
Gutman, e i peculiari interessi di questo giovane storico con in tasca un diploma di meccanica conseguito presso il prestigioso Lowell Institute.
Questo composito ma stimolante 'background' aveva suscitato la domanda su cui il volume si apre: come mai "Gli americani di oggi si trovano di fronte un mondo in cui tutto cambia, ma niente si muove [...] Ogni grande progresso scientifico, anche quando si presenta come il presagio di una società completamente nuova, è invece soltanto una prova della vitalità e dell'elasticità del vecchio ordine che lo ha prodotto? Per spiegare "questa strana situazione: una società dinamica che non va da nessuna parte" (p.
XIII) Noble, con un occhio a Marx e a Marcuse e l'altro alle indagini svolte da W.A.
Williams e dai suoi allievi intorno ai condizionamenti esercitati dalla grande impresa sulla società statunitense fra Otto e Novecento, era risalito alle origini di quella matrice integrata di corporations, istituzioni formative e organismi professionali che è oggi indissolubilmente associata, nell'opinione comune, all'idea di tecnologia moderna.
Lì,nei momenti costitutivi dell'intreccio fra grande impresa e "tecnologia scientifica", ovvero della progressiva trasformazione della scienza in forza produttiva, bisognava provare a cercare, secondo l'autore, le ragioni di un processo contraddittorio, di una promessa di liberazione non mantenuta dallo sviluppo tecnico e scientifico.  Nemico da battere era la presunta neutralità di tale sviluppo secondo una tendenza diffusa, tra gli anni sessanta e settanta, ad una considerazione critica delle dinamiche economiche, politiche e sociali che avevano in vario modo contribuito ad influenzare l'evoluzione tecnica.
Nel caso di Noble dietro qualche affermazione all'apparenza rozza e tagliata con l'accetta c'era in realtà un formidabile lavoro di ricerca in cui lo studioso metteva a frutto le proprie competenze interdisciplinari su una vasta mole di fonti, edite e non, tratte in gran parte dal mondo ingegneristico statunitense tra il 1880 e il 1930.  Il primo, grande merito del libro consiste dunque nella capacità di tenere insieme i mille fili di una matassa che [...]

Leggi tutto l'articolo