DERIVATI: FINALMENTE HA UN SEGUITO IL NOSTRO LAVORO. AZIONE LEGALE DEL COMUNE DI ORISTANO

Finalmente! Dopo più di cinque anni da quando portammo l'argomento all'attenzione del Consiglio Comunale, il Comune di Oristano ha deciso di affrontare in maniera definitiva l'"affare derivati".
Infatti la giunta Tendas ha assunto la decisione di avviare un'azione legale per ottenere la dichiarazione di nullità, l’annullamento o la risoluzione per grave inadempimento dei contratti di derivati stipulati tra il 2005 e il 2006.
Perché mi compiaccio per questa decisione? Perché in tutti questi anni ho sempre sostenuto la mia convinzione sulla pericolosità di questi contratti per il Comune di Oristano, e di conseguenza per tutta la cittadinanza, in quanto potenziali cause di pesanti perdite economiche per l'ente.
Ebbi subito questa convinzione quando, all'inizio del 2008, iniziai a studiare i contratti di Interest Rate Swap sottoscritti dal Comune e la BNL tra il 2005 e il 2006, collegati a un mutuo di consolidamento contratto dal Comune con lo stesso istituto di credito per estinguere i mutui che l'ente aveva in essere con la Cassa Depositi e Prestiti.
Preoccupato anche di quanto stava emergendo in altre amministrazioni locali, dove simili operazioni di finanza derivata si stavano rilevando pericolose per chi le aveva sottoscritte, presentai, a nome del gruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, un'interpellanza al sindaco per conoscere lo stato delle cose.
Nello specifico chiedemmo di conoscere il valore attuale dell'operazione e, fatti non meno importanti, quali erano state le competenze sulle quali si era affidato il Comune di Oristano per valutare le condizioni e la convenienza dei contratti sottoscritti e, infine, se erano stati consultati più istituti di credito prima di scegliere quello che poi divenne la controparte del Comune in questa operazione.
Emergeva da subito che il Comune non poteva avere le necessarie competenze per ben comprendere le clausole del contratto propostogli e poi sottoscritto.
Era anche ormai chiaro che il Comune non aveva dato corso a una gara per selezionare la migliore offerta (secondo le regole della contabilità pubblica richiamate dalla Corte dei Conti anche sulle operazioni in finanza derivata) e che l'advisor (soggetto che doveva esaminare la situazione e l’obiettivo che l'ente intendeva raggiungere per poi proporre l’operazione finanziaria più adatta) e l'operatore finanziario (istituto di credito) individuato non parevano chiaramente distinti tra loro, ossia tra il soggetto che dava consulenza al Comune e quello con il quale lo stesso ente concludeva l'operazione [...]

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