DI BACH, PETRUCCIANI E GLENN GOULD

Di Luciano Violante, ex magistrato, docente universitario e parlamentare per diverse legislature, pochi conoscono la passione e la competenza musicale.
Una passione prevalente per Bach, e quasi di riflesso per Glenn Gould, ma un interesse forte anche per il jazz, nella figura di Michel Petrucciani in particolare.
Violante si dimostra anche particolarmente competente su diversi temi che agitano l'ambiente della classica, dalla questione della riproduzione fiolologica sino alle valutazioni sul nuovo e presunto fenomeno, quel Giovanni Allevi di cui, da buon politico, Violante prende le distanze con eleganza.
Questo e molto altro ancora si trova nella bella intervista sul Giornale di Vicenza del 9 marzo di cui allego il link:   http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cultura_e_Spettacoli/233300_dai_ritmi_jazz_a_ bachil_mio_lungo_viaggiooltre_il_melodramma/ Occasione ghiotta per riproporre, lo faccio ciclicamente, il must dell'opera di Gould, Le Variazioni Goldberg, un assoluto capolavoro della musica e una delle più mirabili interpretazioni del pianista canadese, tanto da far pensare paradossalmente che oramai appartengano più a Gould che non a Bach.
Un recente articolo di Enrico Pieranunzi su Leggio dal titolo "Gould, Monk e l'esilio" propone ipotesi affascinanti anche se difficilmente verificabili sul rapporto tra Gould ed il jazz.
Articolo comunque stimolante che invito gli interessati a leggere cliccando sul seguente link:   http://www.edt.it/musica/leggio/articolo.php?a=515    

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