DONNE IN NERO CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

DA DONNE IN NERO DI PADOVA: Donne in Nero di Padova sono in piazza Garibaldi mercoledì 4 giugno alle 17.30 contro pacchetti sicurezza e tolleranza zero SICUREZZA è diventata la parola magica che domina sulle pagine dei quotidiani, nelle cronache dei telegiornali, nei discorsi dei politici e degli amministratori.
Si invoca la SICUREZZA contro la VIOLENZA cercando capri espiatori da punire e/o espellere.
Si strumentalizza anche la VIOLENZA CONTRO LE DONNE addebitandola spesso alla presenza degli stranieri, dando così vita a un clima xenofobo e razzista, introducendo misure repressive discriminatorie, militarizzando luoghi e vite e limitando i diritti di tutte e tutti.
Ma la VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE non ha passaporto, non è cronaca nera né questione di ordine pubblico, nasce dalle relazioni disuguali tra gli uomini e le donne, sia nel privato che nel pubblico.
Su questa violenza esercitata dagli uomini contro le donne è ora che tutti, uomini e donne, cominciamo a porci delle domande: Da dove nascono tutti questi maltrattamenti, stupri, omicidi fatti da mariti, compagni, padri, fratelli, amici  contro le loro mogli, compagne, sorelle, figlie, amiche? Cos'è questo nuovo mercato sessuale globale in cui uomini abusano di donne preferibilmente straniere, uomini extracomunitari stuprano cittadine europee, uomini maturi europei affollano le linee aeree per andare a fare sesso con minorenni thailandesi, clandestine dell'est si prostituiscono con cittadini dell'ovest? E quindi:   Quando si smetterà di scambiare la libertà femminile per disponibilità sessuale? Quando si smetterà di associare la virilità, l'essere maschi, all'essere forti confondendo la forza con la violenza? Quando le relazioni tra uomini e donne diventeranno relazioni libere tra persone libere? Noi crediamo che la soluzione non verrà certo dai "pacchetti sicurezza", dalla "tolleranza zero" che punisce gli "altri", - islamici, rumeni, rom...
-  vedendo in essi la violenza che non si vuol vedere in se stessi.
Fino a che non cambierà la cultura di questo paese non ci sarà nessuna città sicura per le donne: non servono le telecamere a ogni angolo o la militarizzazione del territorio, mentre è assolutamente necessario riempire e vivacizzare le strade e non svuotarle.
Ma c'è bisogno, soprattutto, di impegnarsi per trasformare le relazioni tra gli uomini e le donne (ma anche tra nativi/e e migranti, tra "noi" e "gli/le altri/e"), affinché non siano più relazioni basate su rapporti di forza, ma sul reciproco rispetto e riconoscimento.

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