DROGA, COCAINA: LA GRANDE PIAGA

Luigi è un magistrato che dietro l'autorevolezza della toga nasconde un vizio: la cocaina.
Un'abitudine compulsiva, un segreto destinato a diventare una condanna.
Un giorno chiama il pusher.
Questi non risponde.
Uno, due giorni e si ritrova in un bagno di sudore a tirare pugni al muro: è in crisi di astinenza.
Trova la forza di farsi accompagnare in ospedale, prima di essere ricoverato in una comunità di recupero per tossicodipendenti.
Non è l'unico caso.
Luigi è lo spaccato di quell'Italia che sniffa sempre di più.
Dal Parlamento alla sala operatoria.
Gli esperti l'hanno battezzata cocaina-pret-a-porter ed è un fenomeno che sta divorando il Paese.
I centri di recupero non sanno più dove metterli.
Vedono sfilare nelle loro sedi manager, imprenditori, chirurghi, assessori, ingegneri, preti in crisi di fede.
Gente che in teoria ha tutto, ma che senza cocaina non ha più nulla.
Non cercano la nottata dei teenager.
Cercano la risorsa da assumere per lavorare a ritmi sempre più frenetici e per farlo hanno bisogno di tirare cocaina come fosse vitamina.
Ma la cocaina non è vitamina: è un inganno che prima ti seduce e poi ti presenta il conto.
"Ti dà forza, ti infonde coraggio, ti fa sentire un leone-spiega un cocainomane-Basta una riga e tutto torna a posto.
Entri in ufficio e sorridi, ti disegni il tuo grattacielo, operi tre pazienti in un giorno o leggi mille pagine di scartoffie giuridiche e cucini per 300 persone.
Ti senti Dio fino a quando non ti accorgi che non riesci più a farne a meno".
Il fenomeno fino ad ora era stato sottovalutato perché la cocaina non era considerata letale come l'eroina.
Ma adesso gli ospedali, i centri di recupero e le questure lanciano l'allarme.
I cocainomani si stanno moltiplicando.
Gente che sniffa per trovare le forze e l'entusiasmo di affrontare la giornata.
L'età media dei consumatori è trenta-cinquant'anni.
Più maschi che femmine.
La formazione è medio-alta.
Sanno che la cocaina non crea dipendenza fisica, per cui sono convinti di tenere la propria vita sotto controllo.
Ma non è così.
La cocaina dona un senso di onnipotenza ma poi nella migliore delle ipotesi finisci all'ospedale, altrimenti riempi un'altra lapide al cimitero.
Un ricco industriale tirava cocaina con assiduità.
Una sera sente un dolore al braccio.
Il dolore aumenta.
Pochi secondi ed è bianco come la cocaina.
Si risveglierà all'ospedale, con una diagnosi che gli cambierà la vita: cardiopatia.
"Adesso, ogni piccolo sforzo, può uccidermi", racconta.
I dati sul consumo di cocaina sono desolanti.
La polvere [...]

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